Apprensione per la sambenedettese Sheila D'Isidori ostaggio dei banditi con la figlia. «Un grande spavento»

San Benedetto, apprensione per la sambenedettese Sheila D'Isidori ostaggio dei banditi con la figlia. «Un grande spavento»
San Benedetto, apprensione per la sambenedettese Sheila D'Isidori ostaggio dei banditi con la figlia. «Un grande spavento»
di Alessandra Clementi
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 07:51

SAN BENEDETTO - La notizia della rapina in villa ai danni della famiglia De Cecco di cui è rimasta vittima la sambenedettese Sheila D’Isidori, è rimbalzata in Riviera dove la famiglia è molto conosciuta. 

Sheila è la sorella di Leonardo e Moira, eredi dell’impresa Nidis del compianto Nicola D’Isidori tra i maggiori costruttori sambenedettesi ed ex patron della Sambenedettese calcio, ricordato da tutti per aver condotto la squadra nella storica promozione in B nel 1974. Ed è intorno alle 22 di lunedì sera quando Sheila ha chiamato suo fratello per raccontargli quanto appena avvenuto in villa, del grande spavento visto che sia lei che la figlia di 8 anni insieme alla custode sono state rinchiuse in una stanza mentre il marito e l’altro custode sono stati legati. 

 

«È andata bene – commenta l’imprenditore Leonardo D’Isidori – l’epilogo poteva essere peggiore. In questi casi non si sa mai cosa possa accadere. Sono attimi nevralgici dove basta un nulla perché la situazione possa degenerare e diventare drammatica volgendo al peggio. Per fortuna si è risolto tutto con un grande spavento, soprattutto per mia nipote e spero possa dimenticare tutto presto. I malviventi sono entrati con forza dal portone di ingresso e già questo atteggiamento ha spaventato non poco sia la bambina che il resto della famiglia. Quando i rapinatori hanno chiesto del denaro contante è stato il momento più pericoloso visto che non avevano liquidi, ma fortunatamente ha suonato l’allarme e sono scappati». 

Vive da 13 anni in Abruzzo
 

Sheila pur vivendo da oltre 13 anni in Abruzzo, dopo il matrimonio con Saturnino De Cecco il “re della pasta”, ha mantenuto sempre un legame molto stretto con la sua città di origine e proprio domani era previsto un incontro con i fratelli presso la Nidis per affari. Almeno una volta a settimana raggiunge San Benedetto dove vivono i suoi fratelli e la madre Luciana e dove segue l’impresa di famiglia di cui è socia oltre a coltivare ancora rapporti e amicizie da cui non si è mai separata. 

«Mia sorella – prosegue Leonardo – ha tenuto sempre un profilo molto basso, ma alla fine è una famiglia nota e molto probabilmente i rapinatori stavano seguendo tutti i loro movimenti da tempo prima di decidere il colpo. Dispiace anche per i custodi - conclude Leonardo D’Isidori - che sono persone di famiglia, e che si sono ritrovati a vivere questo episodio di grande tensione».

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