Condanna per la morte di Albertini, due ricorsi in Cassazione. Impugnata la sentenza di Perugia sul ricalcolo della pena

Lunedì 4 Gennaio 2021 di Luigi Miozzi
Il luogo dell'aggressione che costò la vita a un ex commerciante

ASCOLI - Ci sarà un altro grado di giudizio, il quinto dall’inizio del procedimento penale, nell’ambito del processo per la morte dell’ex commerciante Giovanni Albertini. I difensori di Giorgio Giobbi, gli avvocati Federico Cecconi di Milano e Sergio Liberati di Ascoli, hanno presentato due nuovi ricorsi in Cassazione per impugnare la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Perugia

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che ha effettuato il ricalcolo della pena del loro assistito infliggendo 8 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere. Per i due avvocati, i giudici umbri, nell’eseguire il ricalcolo, non hanno eseguito una riduzione proporzionale della pena base ma solamente per le aggravanti rimanenti.

Le motivazioni
I difensori hanno evidenziato la «contraddittorietà e l’illogicità della motivazione sulla mancata rideterminazione della pena base». L’avvocato Liberati, inoltre, nel proprio ricorso evidenzia come ciò sia stato un diversificato trattamento sanzionatorio tra il proprio assistito e l’altro coimputato Danilo Damiano Chirico a cui è stata confermata la condanna a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale. Nel processo di primo grado Chirico era stato condannato a 12 anni e Giobbi a 2 dopo che il reato ipotizzato era stato derubricato a lesioni gravi.

La sentenza, però, venne riformata in Appello e i giudici di Ancona, oltre che confermare la pena a Chirico, avevano riconosciuto colpevole del reato di omicidio preterintenzionale anche Giobbi infliggendogli 11 anni e 8 mesi. La Cassazione dispose il ricalcolo della pena per quest’ultimo accogliendo in parte il ricorso dei suoi avvocati. Da qui il rinvio alla Corte d’assise d’appello di Perugia e la sentenza verso cui, ora, è stato presentato un ulteriore ricorso davanti alla Suprema corte. Giovanni Albertini morì nel febbraio del 2016 dopo una violenta lite in un bar di piazza del Popolo. L’autopsia chiarì che il decesso era avvenuto a seguito della rottura della milza.

 

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