Ascoli, nuovo aumento per la Tari
E' cresciuta del 21% in soli due anni

La seduta del consiglio comunale per approvare il bilancio e l'aumento della Tari
La seduta del consiglio comunale per approvare il bilancio e l'aumento della Tari
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Mercoledì 20 Aprile 2016, 13:10

ASCOLI - Con i voti della sola maggioranza, il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione del 2016. Un documento che secondo il consigliere del Pd, Luciani Castiglia, presenterebbe un buco di cassa al 31 dicembre del 2015 di quasi quattro milioni di euro. Ma è anche un documento che per quanto riguarda le Politiche sociali presenta non poche difficoltà per i tagli apportati dalla Regione ai servizi sociali, in particolare, per disabili. Ma prima del bilancio, la discussione si è incentrata sull'aumento della Tari per il 2016. 

Un aumento del 13% della Tari che servirà a finanziare la raccolta porta a porta in tutta la città e nelle frazioni. Questo il messaggio lanciato dal sindao e dalla maggioranza in merito all'aumento della tassa sui rifiuti che peserà sulle tascge degli ascolani per il 13% in più, oltre all'8% già applicato nel 2015. In pratica, nel solo biennio 2015-2016, l'aumento complessivo della Tari è stato del 21%. Con la raccolta porta a porta in tutta la città gli utenti coinvolti nel nuovo istema passeranno dai 5.500 nuclei attuali ai 22.000 futuri. "A partire da quest'anno - ha spiegato il sindaco, Guido Castelli - nel costo del servizio della Tari entrano a far parte anche le morosità, chee ammontano a 1,3 milioni di euro. Sempre nel 2015 gli ascolano hanno risparmiato sul costo del servizio per circa un milione di euro. In tutto questo discorso, un cenno particolare riguarda la sesta vasca di Relluce.

L'impossibilità di continuare a conferire i rifiuti a Relluce ha determinato la decisione dell'amministrazione comunale di attuare il servizio di raccolta differebziata porta a porta in tutti i quartieri della città e anche nelle frazioni. L'obiettivo è quello di raggiungere entro dodici mesi la percentuale di differenziata al 65%.Va anche detto - ha proseguito il sindaco - che fino allo scorso anno, i cittadini asolani sul fronte della Tari hanno usufruito di tre fattori positivi che riguardano l'Ascoli servizi comunali.Il primo di questi fattori era il basso costo per l'abbancamento dei rifiuti, il secondo era quel 7% dei ricavi che la società versava nelle casse comunali, mentre l'ultimo elemento era costituito dalla forza economica e gestionale della società Ascoli servizi comunali. Terminati questi elementi positivi è stato indispensabile ricorrere a una raccolta porta a porta in maniera spinta e c'è da dire che questo tipo di raccolta comporta dei costi molto elevati". Per il futuro, Castelli ha ipotizzato una raccolta dei rifiuti nelle prime ore del mattino con il conferimento entro del 21 della sera precedente, mentre lo step successivo, appena ottenuto il 65% di raccolta differenziata, sarà l'applicazione di una tariffa individuale secondo la quantità di rifiuti conferiti.

Elementi che non hanno convinto del tutto il capogruppo el Pd, Francesco Ameli, che ha messo in rilievo come "per la raccolta porta a porta si è partiti con estremo ritardo rispetto alle previsioni dell'amministrazione del 200e ribadite nel 2012". Per il capogruppo dell'Udc, Francesco Viscione "l'aumento del 13% della Tari arriva in un momento fi grande difficoltà per le famiglie ascolane colpite dalla crisi economica. Se il sistema del porta a porta fosse stato attuato alcuni anni fa, l'aumento della Tari poteva essere spalmato dulle tariffe degli anni siccessivi". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Massimo Tambutti del M5S, secondo il quale "se si fosse partiti prima oggi avremmo avuto una raccolta differenziata molto più spinta e forse la quinta vasca di Relluce sarebbe ancora utilizzabile". 

Tornando al settore delle Politiche sociali, l’assessore Donatella Ferretti, dopo aver spiegao i risparmi del suo assessorato attraverso una revisione della spesa, ha posto l’accento sui “tagli della Regione come il comparto che riguarda gli indigenti, dove si è passati da uno stanziamento di 80.000 euro l’anno solo per la città di Ascoli ai 60.000 euro per nove Comuni della provincia. Così come alle famiglie del Colibrì abbiamo dovuto chiedere un aumento della retta mensile di 170 euro”.

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