Più funzionari alla Soprintendenza Marche Sud per smaltire le pratiche arretrate del terremoto. Il piano di Issini

Lunedì 16 Maggio 2022 di Marco Vannozzi
Palazzo Panichi sede provvisoria della Soprintendenza Marche Sud

ASCOLI - La strada è tracciata. C’è un traguardo da raggiungere. «Vogliamo portare avanti i nostri compiti istituzionali nel modo più efficiente e professionale possibile. È sotto gli occhi di tutti l’importanza di una Soprintendenza in questo territorio. Aver voluto istituire questa struttura è stato un bel segnale». Giovanni Issini ha le idee chiare. Quarantaquattro anni da compiere giovedì prossimo, è il più giovane Soprintendente uomo in Italia. Davanti a Issini, tra i 43 responsabili sparsi in Italia, c’è solo Cecilia Carlorosi, originaria di Recanati come lui e responsabile della struttura di Marche Nord. 

 

 
L’istituzione
Con l’istituzione di questa Soprintendenza bicefala, la nostra regione si distingue così con questo primato a livello nazionale. «Il ministro ha voluto dare vita a questa struttura per focalizzare l’attenzione sull’attività in corso sul patrimonio delle tre province marchigiane – sostiene Issini -. Noi siamo impegnati ogni giorno con passione e dedizione. La tutela del patrimonio culturale nei territori delle province di Ascoli, Fermo e Macerata è in questa fase una grande sfida che deve confrontarsi con uno scenario particolarmente complesso, legato alla ricostruzione post-sisma e alla situazione anomala in cui si trova il settore dei lavori pubblici e privati». 


La sede
Al momento la sede operativa è Palazzo Panichi. «Ci sono alcuni locali che i direttori del Museo Archeologico, Luigi Gallo e Sofia Cingolani, ci hanno messo gentilmente a disposizione come appoggio – spiega il Soprintendente -. Per un ufficio strutturato non sono purtroppo sufficienti: per questo stiamo individuando nuove soluzioni. L’Agenzia del Demanio ci ha offerto alcune ipotesi. Stiamo valutando». Nel 2020 c’era stata decisione di optare per Ascoli come sede della nuova Soprintendenza introdotta dalla riorganizzazione dell’articolazione periferica voluta dal ministero. La scelta era avvenuta tenendo conto di parametri oggettivi quali il numero dei vincoli diretti; la consistenza di patrimonio, anche archeologico, il numero di abitanti e altre questioni logistiche e geografiche. Nominato da circa un mese, Issini ha preso il posto di Pierluigi Moriconi che si era dimesso dopo appena tre mesi a causa di mancanza di personale e garanzie. Ora la situazione è ben diversa: tre sono i funzionari a supporto, due di recente nomina. Nello staff c’è anche Rosella Bellesi, già operativa in Soprintendenza per le aree interne delle province di Ascoli, Fermo e Macerata.


La ricostruzione
Proprio l’area del cratere si ritaglierà lo spazio più importante sotto l’egida Issini: in passato aveva fatto parte in qualità di responsabile del settore di servizio tecnico del Segretariato Generale per le Marche del Ministero, poi dal 2016, con il terremoto che ha colpito la regione, della speciale unità di crisi istituita dal Mibact. In questo senso si legge “Cantieri Aperti”, progetto Ophera, coordinato dal segretariato regionale del Mic, cofinanziato dalla commissione europea nell’ambito del programma Creative Europe, ideato proprio da Issini: due weekend in cui ci sarà il ritorno in alcuni spazi della cultura, siti di restauro nelle aree del sisma 2016. Il 28 e 29 maggio saranno visitabili la chiesa e convento di Sant’Agostino a Pieve Torina e la chiesa Collegiata di Santa Maria e Palazzo dei Priori a Visso, il centro storico di Monte San Martino, mentre l’11 e 12 giugno porte aperte a Palazzo Saladini di Rovetino ad Ascoli e Castel di Luco di Acquasanta. I protagonisti del processo di restauro racconteranno in prima persona al pubblico la propria esperienza. 

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