Minorenni costretti ad assistere ad atti sessuali in una comunità, una coppia a giudizio

Domenica 11 Aprile 2021 di Luigi Miozzi
Il tribunale di Ascoli Piceno

ASCOLI - Inducevano i due figli minorenni della compagna e ad assistere ad atti sessuali anche in presenza di altre persone. Per questi fatti un uomo di 51 anni, la sua compagna di 54 e un’altra donna di 36 anni sono accusati a vario titolo di violenza sessuale in concorso e di maltrattamenti per fatti avvenuti in un comune dei Sibillini tra il 2012 e il 2014. 

 
L’inchiesta
L’inchiesta prende le mosse in provincia di Bergamo, dove i tre vivevano prima di trasferirsi nelle Marche, quando un vicino di casa del cinquantunenne trova nella propria cassetta della posta una busta con dentro un foglio scritto con una scritta ottenuta ritagliando le lettere dai giornali e di una chiavetta usb con all’interno delle foto in cui apparivano gli imputati in atteggiamenti intimi alla presenza dei due figli della compagna, entrambi minorenni: all’epoca dei fatti la bambina non aveva ancora compiuto dieci anni mentre il ragazzo non era ancora quattordicenne.

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La setta
Dalle indagini dei carabinieri di Ascoli svolte insieme con i colleghi bergamaschi, sarebbe emerso che il cinquantunenne era a capo di un gruppo di meditazione e formazione spirituale che, secondo l’accusa, consentiva all’uomo di abusare delle condizioni di inferiorità manifestate con i loro comportamenti sia dalla compagna che dai figli di lei. Condizione di inferiorità che avrebbe avuto anche l’ex marito della compagna che più volte avrebbe subito l’iniziativa e gli insulti del cinquantunenne ritenuto il capo di questo sedicente gruppo di meditazione. All’apertura del processo i difensori del cinquantunenne, gli avvocati Roberta Bizzarri del Foro di Macerata e Carlotta Cerquetti di quello di Firenze, hanno chiesto per il proprio assistito il rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica e all’escussione di tre testimoni. 


La perizia psichiatrica
Anche i difensori degli altri due imputati hanno chiesto il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica anche per la compagna. Il gup Rita De Angelis ha accolto le richieste dei difensori e ha affidato nelle scorse settimane l’incarico al consulente tecnico, il dottor Alberto Testa, responsabile del dipartimento di salute mentale dell’Area vasta 5. Nel frattempo, sono stati sentiti i tre testimoni indicati dalla difesa del cinquantunenne per poi aggiornare il processo al 21 settembre prossimo quando verranno esaminati in aula i risultati delle perizie. 

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