«La divisa conta più di un’arma». Vigili con la pistola, la decisione spacca Ascoli

«La divisa conta più di un arma». Vigili con la pistola, la decisione spacca Ascoli
«La divisa conta più di un’arma». Vigili con la pistola, la decisione spacca Ascoli
di Marco Vannozzi
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Domenica 25 Settembre 2022, 05:10

ASCOLI - Sì ad una maggiore sicurezza, no alle armi da fuoco. Con qualche distinguo. Si registra più di una perplessità davanti all’ipotesi di dotazione dei vigili urbani di pistola semiautomatica. «Credo che la divisa sia già più che sufficiente. Non penso ci sia bisogno di un provvedimento del genere», spiega Pino Felicetti, presidente del Pas. Il Polo accoglienza e solidarietà, in via Alcide De Gasperi, rappresenta una rete di associazioni, impegnate in modo diretto o indiretto in attività di sostegno al disagio sociale. 
 
«Da noi non sentiamo questa esigenza. Ogni mattina riceviamo la visita di personale delle forze dell’ordine in pensione: lo chiediamo come presenza. Conta più la divisa che l’arma», aggiunge Felicetti. Ancora nulla è però deciso. Il via libera definitivo alla possibilità di dotare i vigili urbani di nuovi strumenti spetterà al consiglio comunale, nel corso della seduta di giovedì. C’è chi nel mondo del commercio esprime qualche dubbio. «Sono d’accordo con la necessità di dotare il corpo di vigili di strumenti utili all’autotutela. Ci sono stati diversi episodi in passato come aggressioni varie nelle quali si sono trovati in grossa difficoltà. Non condivido però l’idea di munirli di armi da fuoco come fossero sceriffi – sostiene Paride Vagnoni, titolare alla guida del Desco e Boccascena -. Non credo ce ne sia bisogno. Sono dell’opinione che armi elettriche o bastone distanziatore possano bastare». 

L'altra versione
 

L’imprenditore Marco Di Sabatino invece la vede diversamente. «Come presidio per la sicurezza e l’ordine pubblico il provvedimento può avere un senso. Il personale però deve essere adeguatamente preparato», dichiara. Da sottolineare infatti come l’arma sarà attribuita al termine di un corso di addestramento presso il poligono di tiro e dopo aver verificato che sussistano per ciascuno di loro i requisiti psicofisici per ottenere l’autorizzazione ad avere l’arma. Previsto anche l’obbligo di effettuare con periodicità sessioni di addestramento al poligono di tiro e anche la possibilità al comandante dei vigili di procedere al ritiro cautelare della pistola qualora uno degli agenti non sia risultato idoneo alle prove di tiro e di maneggio dell’arma. 

Il regolamento
 

Il regolamento stabilisce, oltre all’obbligo per il sindaco di denunciare alla questura le armi e le munizioni acquistate, di dare in dotazione a ciascun agente una pistola e due caricatori di munizioni. E in merito alla questione, ecco l’intervento da parte della presidente della Croce Rossa di Ascoli, Cristiana Biancucci: «Parlo con la voce dell’obiettivo di Croce Rossa: quello di prevenire ed alleviare la sofferenza in maniera imparziale, senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, credo religioso, lingua, classe sociale o opinione politica, contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana e di una cultura della non violenza e della pace».  

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