Emergenza terapia intensiva: i posti letto sono esauriti da giorni. E la lista dei deceduti si allunga ancora

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Mario Paci
Emergenza terapia intensiva: i posti letto sono esauriti da giorni

ASCOLI  - Stavolta a morire di Covid non sono solo anziani in là con gli anni, con patologie pregresse come accaduto finora. All'ospedale di Torrette di Ancona è morto, infatti, un ascolano di 60 anni il geometra Giorgio Gabriele che, almeno ufficialmente, non aveva mai accusato gravi problemi di salute.

 

 

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Assieme a lui è deceduto un cuprense di 84 anni ricoverato al Madonna del Soccorso. E’ morto anche Guerriero Neroni, 50 anni, grande tifoso rossoblù, ora residente con la famiglia a Centobuchi. Da qualche giorno era ricoverato all’ospedale di San Benedetto, dopo essere risultato positivo al Sars-Cov-2. A darne il triste annuncio, con un post su Facebook, il sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi. Ieri i tamponi positivi processati dal laboratorio di analisi sono stati 53 nel Piceno ma a preoccupare di più è l’esaurimento dei posti letto in terapia intensiva.

 

«Purtroppo l’altra notte abbiamo avuto al Mazzoni quattro pazienti intubati che non sapevamo dove trasferire a causa dell’occupazione di tutti i posti di letto di terapia intensiva a San Benedetto -. confessa Cesare Milani, direttore generale dell’Area vasta 5 - Li abbiamo sistemati provvisoriamente in pneumologia con l’assistenza dei rianimatori e poi per fortuna questa mattina (ieri ndr) li abbiamo potuti trasferire nelle strutture sanitarie del Nord della regione. Rispetto alla prima ondata della pandemia abbiamo raddoppiato da sei a dodici i posti letto nella terapia intensiva di San Benedetto ma purtroppo non sono sufficienti». Diminuiscono, per fortuna invece, i ricoverati negli altri reparti Covid mentre si è in attesa di dei infermieri per occupare i venti posti letto disponibili già liberati nella Rsa di Ripatransone. Su questo contestato trasferimento Milani ha smentito che la struttura sia sprovvista di ossigeno medicale. I contagi nel frattempo non si fermano. A causa di una positività al virus in una classe messa in quarantena è stata chiusa la scuola media Mattei di Castel di Lama per la sanificazione. Tamponi a tappeto per tutti gli studenti. A Maltignano di fronte al polo scolastico di Via Dante Alighieri nel camper sanitario sono stati testati gli alunni del la scuola media, stante l’accertato episodio di un docente contagiato.

E la mancata trasformazione del Madonna del Soccorso in Covid Hospital è stato l’oggetto di un’approfondita interrogazione della consigliera regionale del Pd, Anna Casini che ha puntato l’indice sul contagio degli operatori sanitari (ora meno di un centinaio) e sulla scarsa sicurezza dei percorsi nei due ospedali. Gli ha risposto l’assessore alla sanità, Saltamartini, che ha spiegato di non avere trasformato il Madonna del Soccorso in Covid Hospital nè trasferito Oncologia al Mazzoni per non pregiudicare l’attività ambulatoriale e sanitaria della struttura sambenedettese e non recare disagi ai malati oncologici. In merito all’accusa di non avere ancora attivato i 15 posti letto in più di medicina Covid, Saltamartini ha annunciato il rinforzo di 12 infermieri, 9 dei quali dovrebbero prendere servizio dal 1° dicembre.

Infine finora sono state 79 le denunce (55 donne e 24 uomini) di infortunio professionale a causa del Covid. «Circa le professioni - dice Guido Bianchini della Uil - sono prevalentemente lavoratori del comparto della salute a essere i più colpiti: 89% infermieri, il resto tra i tecnici della salute, operatori dei servizi sanitari e sociali. I due terzi sono ausiliari ospedalieri e tra gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali, il 67% sono impiegati e assistenti. Per quanto riguarda le attività economica colpite: la gestione Industria e servizi presenta il 97,9% delle denunce».

 

 

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