Ascoli, business del "Caro estinto":
pompe funebri a giudizio per le fatture

Business del "Caro estinto":
pompe funebri a giudizio
per le fatture gonfiate
di Francesco Massi
ASCOLI - Fatture per merce mai consegnata o d’importo inferiore rispetto al reale pagamento ricevuto. Sono queste le accuse rivolte un grossista e otto titolari di agenzie di pompe funebri di Ascoli Piceno e provincia, finiti a giudizio presso il tribunale ascolano.

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Il tutto è partito da un’indagine della Guardia di finanza che ha acceso i riflettori sull’attività del grossista, che vendeva articoli funerari a varie agenzie di pompe funebri, ritenuto dall’accusa un evasore totale. Le indagini però sono state estese anche agli acquirentii. L’ipotesi accusatoria infatti è che il grossista avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti, ovvero senza aver consegnato la merce, e così facendo avrebbe potuto evadere l’Iva e consentire agli altri di evadere le imposte, oltre che l’Iva, perché avrebbero portato in detrazione nelle dichiarazioni annuali sull’imposta dei redditi degli elementi passivi che la procura ritiene fittizi. 
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Giovedì 10 Ottobre 2019, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 04:35