«Aveva un matrimonio, è scappato»
Così il frate finisce a processo

«Aveva un matrimonio, è scappato» Così il frate finisce a processo
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Martedì 9 Ottobre 2018, 06:15

LORETO - «Aveva un abito talare tra le mani quando è sceso dall’auto, gli ho chiesto di aiutarmi perché non riuscivo a muovermi ma lui mi ha chiesto scusa ed è scappato via dicendo che aveva un matrimonio ed era in ritardo». Lo stupore nel raccontare l’accaduto, a distanza di cinque anni dal fatto, è stato praticamente identico per un 50enne di Loreto, parte civile nel processo a carico di un frate di 35 anni accusato di omissione di soccorso.
L’incidente risale al 7 settembre del 2013 quando padre Roberto De Luca di Caldarola, a bordo di una Citroen Picasso di proprietà della Provincia picena San Giacomo della Marca dei frati minori, stava percorrendo la strada che attraversa contrada San Liberato a San Ginesio. All’improvviso il frate invase la corsia opposta andando a scontrarsi con la Renault Clio del loretano Andrea Micucci.  

L’impatto fu violentissimo e in entrambe le auto entrarono in funzione gli airbag. Il primo a scendere fu proprio il frate che all’automobilista avrebbe detto «Scusa, scusa, è colpa mia, mi sono distratto» per poi allontanarsi. Il 50enne ferito e incastrato all’interno dell’abitacolo gli avrebbe chiesto più volte di aiutarlo ma il frate, continuando ad allontanarsi, avrebbe aggiunto: «Ho un matrimonio e sono anche in ritardo». Alla fine Micucci, ferito, era riuscito a uscire dall’auto e a chiamare i carabinieri e il 118. Dopo una decina di minuti sarebbero sopraggiunti due frati mandati da padre Roberto che, a seguito delle richieste anche dei carabinieri dei documenti di padre Roberto, chiamarono un collaboratore per comunicare ai militari le generalità e i dati della patente del frate. 
Padre Roberto è quindi finito sotto processo per omissione di soccorso. Ieri la vittima dell’incidente ha raccontato nell’aula del tribunale di Macerata l’accaduto al giudice Vittoria Lupi e al pm Rocco Dragonetti. Ha rivissuto quei momenti drammatici, l’incidente, la richiesta di soccorso, e il diniego del frate frettoloso. Il 30 gennaio prossimo la discussione. 

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