Referendum sull’eredità Morosetti? Bacci: «Decide il consiglio comunale»

Domenica 25 Ottobre 2020 di Fabrizio Romagnoli
Referendum sull’eredità Morosetti? Bacci: «Decide il consiglio comunale»

JESI - Sia il Consiglio a decidere se far ricorso o meno ad un referendum fra i cittadini per la scelta sull’eredità Morosetti e sullo spostamento della fontana dei leoni di piazza Federico II a questa collegata. Ma «spacciare un gesto d’amore per un ricatto è offensivo». Questa la posizione del sindaco Massimo Bacci sulla richiesta, avanzata congiuntamente da Pd e Jesi in Comune, di far esprimere gli jesini sul ritorno della fontana in Piazza della Repubblica, lì dove si trovava fino al 1949. 

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Così come richiesto nel suo testamento da Cassio Morosetti, che a tale scopo ha destinato al Comune due milioni di euro, altrimenti destinati in beneficenza. Per ottenere il referendum voluto dalle due forze di opposizione, occorre che la proposta arrivi dai tre quarti del Consiglio al quale si affida Bacci – e dunque servirebbe che anche consistenti pezzi di maggioranza “tradiscano” quella che appare la chiara volontà dell’amministrazione di andare avanti per il trasloco- oppure sono necessarie due mila firme a sostegno. 

«Non sta a me – risponde Bacci- esprimermi sulla richiesta di referendum avanzata da due gruppi di minoranza, tanto più ora in cui è aperta una fase di conoscenza voluta dalla Giunta volta a permettere ai cittadini di approfondire la figura e l’opera dell’artista e mecenate Cassio Morosetti e la storia della fontana dei leoni con obelisco. Senza contare che l’occasione permette di aprire un dibattito anche sulla valorizzazione di due delle piazze principali della città e, tenendo presente l’entità del lascito, su come eventualmente meglio investire le significative risorse che residueranno». Risorse da investire sul rifacimento di piazza della Repubblica, che l’aggiornamento del Piano delle opere passato in Giunta ha già inserito fra le priorità del 2021.

 

«Personalmente – spiega Bacci- ritengo che il Consiglio comunale resti il principale punto di riferimento istituzionale nel suo ruolo di indirizzo, oltre che di controllo, e sono certo che il dibattito che qui si svilupperà permetterà al meglio di approfondire la questione e valutare ogni aspetto, compreso quello dell’eventuale referendum, per la migliore scelta da compiere». Non va giù però al sindaco la lettura data da parte dell’opposizione del lascito di Morosetti alla sua città d’origine. «Una cosa- dice Bacci- va chiarita subito: spacciare un gesto d’amore per un ricatto non solo è offensivo della memoria di un cittadino benemerito, ma significa voler artificiosamente spostare su un piano di vetero ideologia una discussione che dovrebbe invece avere come aspetti centrali quelli storici, urbanistici, architettonici e, in ultima analisi, la migliore valorizzazione del centro». Ma spara a zero sui «monumenti erranti di Bacci» anche l’opposizione Cinque Stelle con la consigliera Claudia Lancioni: «Riusciranno i Monumenti a Jesi a trovare pace o presto assisteremo anche allo spostamento di quello ai Caduti? Magari a qualcuno viene in mente di lasciare dei soldi per spostarlo in piazza Federico II? Spostiamo anche l’Arco Clementino? In fondo basterebbe che a qualche personaggio più o meno noto venisse il pensiero di donare dei soldi all’uopo». 

Continua Lancioni: «Al tempo del restyling di piazza Pergolesi l’Amministrazione rispondeva, a chi chiedeva di non spostare il monumento, che i progetti non si potevano cambiare. Ora gli stessi vorrebbero introdurre un oggetto esterno e estraneo al progetto (che già c’è, nda) di Piazza della Repubblica. Un doppiopesismo che se si volesse essere coerenti, se non altro con sé stessi, basterebbe già da solo per chiudere il discorso». 

 

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