Fatti i primi 55 tamponi, ma in quanti rientrano dai Paesi a rischio? «Impossibile saperlo, ma possiamo farne mille al giorno»

Sabato 15 Agosto 2020 di Stefano Rispoli
ANCONA - Si naviga a vista perché questo l’aspetto più inquietante: nessuno immagina quanti siano gli anconetani e i marchigiani di rientro da Grecia, Croazia, Spagna e Malta, i quattro Paesi europei alle prese con un nuovo picco di contagi e mete abituali di vacanze estive. Agli operatori marittimi e alle compagnie aeree è stata chiesta massima collaborazione, insieme a un elenco quanto più dettagliato possibile dei passeggeri residenti nelle Marche che hanno programmato il rientro nei prossimi giorni. Ma poi ci sono quelli che si sono spostati in auto o in pullman con viaggi organizzati o di lavoro: impossibile intercettarli tutti. 




 
L’emergenza 
Per l’Asur non resta che vivere alla giornata, mettendo a disposizione forze e risorse per affrontare l’emergenza e la possibile ondata di ritorno del Covid. Ieri sono stati processati 125 tamponi in tutta la regione su viaggiatori tornati dai Paesi a rischio, specialmente da Grecia e Croazia: di questi, 55 ad Ancona. I risultati sono attesi nelle prossime ore. Non c’erano comunque casi sospetti e tutte le persone sottoposte al test orifaringeo non presentavano sintomi influenzali o riconducibili al Coronavirus. La grande macchina della Sanità non si ferma neppure a Ferragosto, non può certo andare in vacanza, tant’è che oggi sono programmati prelievi in tutte le Aree Vaste. «Se siamo pronti? Diciamo che stiamo facendo il possibile - commenta Nadia Storti, direttore generale dell’Asur Marche -. L’ordinanza è entrata in vigore giovedì, noi facciamo il massimo tramite i Dipartimenti di prevenzione, le Usca e gli stessi medici di Medicina generale. Anche il personale infermieristico di altre strutture ha dato massima disponibilità. In questo momento i casi positivi provengono quasi tutti dall’estero, perciò è fondamentale fermare l’eventuale ingresso di contagiati per evitare la formazione di focolai». 

L’incognita
Il problema è che nessuno ha idea di quanti marchigiani torneranno dai Paesi a rischio nei prossimi giorni. «E’ impossibile avere un dato preciso, c’è chi è partito in pullman, chi in auto, non solo in nave o in aereo: tuttavia, nel periodo di massima emergenza siamo arrivati ad effettuare mille tamponi al giorno, quindi non siamo spaventati. Certo, sotto Ferragosto è tutto più complicato, ma nell’arco di 48 ore cercheremo di dare risposte a tutti coloro che rientreranno in Italia». I centralini dell’Area Vasta 2 sono stati presi d’assalto: sono pervenute migliaia di telefonate da persone che si trovano all’estero e chiedono informazioni su come comportarsi al rientro. «Chi è reduce da un viaggio in Spagna, Grecia, Croazia o Malta deve comunicarlo obbligatoriamente all’Area Vasta di competenza, tramite i riferimenti presenti nel nostro sito - spiega la d.g. Storti -. I Dipartimenti di prevenzione indicheranno dove e quando verrà effettuato il tampone, tramite le Usca, le strutture fisse, ma anche il sistema del “drive in”. Nel frattempo, è importante collocarsi in isolamento domiciliare, che non è coatto, ma è indispensabile per evitare la diffusione del contagio, soprattutto in presenza di sintomi. Se non ci sono intoppi, l’esito viene comunicato nell’arco di 12-24 ore». 

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