Sosta selvaggia choc e paziente in trappola: l’intervento chirurgico ritarda. E scoppiano le polemiche

Domenica 11 Ottobre 2020 di Claudio Comirato
Sosta selvaggia choc e paziente in trappola: l intervento chirurgico ritarda. E scoppiano le polemiche

ANCONA  - Lo aspettavano in sala operatoria per un intervento ad un orecchio, ma il paziente adagiato in una barella a bordo di un’ambulanza era rimasto bloccato nel parcheggio dell’ospedale con il resto dell’equipaggio causa sosta selvaggia. Il fatto è accaduto proprio al parcheggio dell’ospedale regionale di Torrette ed ha visto rimanere bloccata nel traffico della sosta selvaggia un’ambulanza al cui interno c’era un paziente anconetano di mezza età che doveva sottoposi ad un intervento chirurgico ad un orecchio.

 

Quando il mezzo di soccorso è arrivato nel piazzale riservato alla sosta delle ambulanze, non c’era un posto libero a causa della sosta selvaggia, con altre ambulanze lasciate in mezzo alla strada. 

Impossibilitato a fermarsi, l’autista ha effettuato un paio di giri attorno alla cittadella ospedaliera per poi trovare un posto dalla parte opposta rispetto al punto di accesso dell’ospedale. Nonostante la buona volontà il paziente è arrivato in sala operatoria con un certo ritardo cosa, creando inevitabili difficoltà al personale presente in struttura anche per il fatto che si trattava di un intervento programmato. Nonostante ciò alla fine si è riusciti ad effettuare l’operazione chirurgica. Particolare che rende l’episodio ancora più strano: ad occupare gli spazi riservati alle ambulanze erano delle auto che in realtà avevano esposto nel cruscotto una sorta di permesso che viene rilasciato agli stessi dipendenti ospedalieri. 


Il problema è noto da tempo, al punto tale che la direzione ospedaliera in passato aveva messo in funzione un carro attrezzi interno che aveva il compito di rimuovere le auto lasciate in sosta selvaggia. Il servizio è stato poi sospeso. E pensare che in questa zona riservata alla sosta delle ambulanze arrivano pazienti diretti in rianimazione, con tanto di personale medico a bordo dei mezzi di soccorso, ma anche piccoli degenti anche provenienti da altri ospedali e diretti nel reparto di cardiochirurgia pediatrica. 


La sosta selvaggia obbliga i conducenti delle ambulanze a fermarsi in mezzo alla strada, quasi ad ostruire il passaggio di altri veicoli lungo la strada che poi arriva quasi di fronte al reparto di emodinamica. Un modo di fare che non risparmia neppure l’area riservata ai pazienti diretti nel reparto di emodialisi e terapie oncologiche, che ogni giorno devono fare i conti con i veicoli lasciati anche questi in sosta selvaggia.

 

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