A 22 anni un trapianto le salva la vita, Kaltrina inaugura il nuovo reparto d'eccellenza a Torrette. «Potenziamo l'attività chirurgica»

Venerdì 13 Maggio 2022 di Michele Rocchetti
Il nuovo reparto di Rianimazione dei trapianti all'ospedale di Torrette

ANCONA - A tagliare il nastro per l’inaugurazione del nuovo reparto è stata la 22enne Kaltrina Bunjak, salvata da una malattia rara grazie a un trapianto di fegato effettuato nel Centro trapianti di Torrette. Il nuovo reparto di Anestesia e Rianimazione dei Trapianti e Chirurgia Maggiore degli Ospedali Riuniti di Ancona, inaugurato ieri dopo essere stato sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione costati oltre 2,5 milioni di euro, è un reparto all’avanguardia. 

 


È stato dotato, tra le altre cose, di 19 letti terapeutici, 14 umidificatori, 7 sistemi per la ventilazione ad alti flussi e cartelle cliniche informatizzate. Ma soprattutto la ristrutturazione ha permesso la creazione di 8 nuovi posti di terapia intensiva, di cui 2 destinati ai trapianti. Con questi salgono a 102, contro i 64 del 2019, i posti letto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Ancona. Un risultato figlio del decreto legge n 34, che aveva imposto alle Regioni un aumento dei posti di terapia intensiva dopo che l’emergenza coronavirus aveva messo in evidenza carenze su tutto il territorio nazionale. 


Soltanto all’ospedale di Torrette i ricoveri per Covid da inizio pandemia sono stati 2.878, dei quali 386 in rianimazione. Ma ora, per fortuna, i malati di Coronavirus in terapia intensiva sono scesi a poche unità e si spera che la situazione possa rimanere questa anche nei mesi a venire. A cosa serviranno, dunque, i nuovi posti di terapia intensiva? «Innanzitutto per il potenziamento dell’attività chirurgica – fa sapere il direttore generale degli Ospedali riuniti, Michele Caporossi -. Qui effettuiamo 23.500 interventi all’anno, ma siccome stiamo aprendo al terzo piano due sale di Day Surgery, ognuna delle quali potrà ospitare 2.500 interventi, nel blocco operatorio maggiore ci sarà più spazio per operazioni ad alta complessità. In questo modo puntiamo a raggiungere i 30 mila interventi l’anno». Altro obiettivo è l’apertura di un reparto dedicato alla malattia che secondo l’Oms nel 2050 farà più morti del cancro: la multiresistenza agli antibiotici. E ancora, i nuovi posti letto serviranno per agevolare gli scambi tra terapia intensiva e sub intensiva, per accogliere i feriti in occasione di eventi che determinano un grande afflusso e per far fronte a nuove pandemie. 


«Anche oggi è stato dimostrato che, al netto di alcune lacune, come la mancanza di parcheggi, questo ospedale è punto di riferimento non solo locale, ma nazionale e internazionale – è stato il commento dell’assessore regionale Saltamartini -. La legge 13 che rivedremo la prossima settimana sancirà che quello di Torrette è l’unico ospedale di secondo livello della regione, il quale però dovrà essere in grado di dialogare con una fitta rete di ospedali di primo livello. Nella legge metteremo inoltre indici di produttività che porteranno a dei benefit. In questo modo verrà riconosciuto l’impegno». 


Impegno come quello profuso durante la pandemia dagli infermieri, che Saltamartini ha definito la spina dorsale della sanità. L’assessore ha inoltre ricordato l’importanza della donazione degli organi: «Tra un po’ li fabbricheremo, ma attualmente non c’è tecnologia in grado di sostituire la donazione». 

 

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