Il prefetto D'Acunto lascia Ancona dopo cinque anni: «Con me meno reati e furti dimezzati»

Il prefetto Antonio D'Acunto
Il prefetto Antonio D'Acunto
di Stefano Rispoli
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Giovedì 18 Marzo 2021, 09:15

ANCONA - Cinque anni ad alta tensione: dalla strage di Corinaldo alla pandemia, passando per il terremoto, il crollo del ponte in A14 fino all’incendio dell’ex Tubimar. Cinque anni in cui il prefetto Antonio D’Acunto ha saputo incidere: i reati si sono ridotti di quasi il 30%, i furti sono dimezzati. «Lascio una città più sicura», dice al tramonto della sua esperienza nella Dorica. Il 1° aprile, infatti, cesserà dal servizio, «ma resterò collegato con il territorio, sia pure in altra veste». 

 
Prefetto, sulla base di cosa si può dire che il capoluogo è più sicuro?
«Lo suggeriscono i dati in nostro possesso. In un triennio abbiamo registrato un decremento significativo dei reati in genere, che tra il 2018 e il 2020 sono scesi di quasi il 30%, per la precisione del 28,6%. Si tratta di un trend consolidato che ci fa ben sperare per il futuro. I furti, in particolare, si sono ridotti di circa il 50% in tre anni. Questo è il frutto di un grande coordinamento tra le forze di polizia e del loro impegno». 
L’ultimo anno è stato drammatico: l’esplosione dei contagi, la guerra contro il Covid, la necessità di far rispettare le restrizioni anti-virus. Qual è stata la vostra attività? 
«Consideri solo un elemento: in un anno, dal marzo 2020 al marzo 2021, sono state controllate 400mila persone e sono state effettuate 143mila ispezioni nelle attività commerciali della provincia di Ancona». 
Quante sanzioni avete elevato? 
«Quasi 4.800, per un’incidenza superiore all’1%, con 15 denunciati, mentre sono stati multati solo 60 negozi. Il tasso di sanzioni è in linea con quello nazionale, ma bisogna considerare che nella prima fase della pandemia la finalità principale era dissuadere da comportamenti a rischio, mentre in estate le restrizioni sono state allentate». 
Avete messo in campo una task force anche nello scorso weekend, con 3.100 persone controllare e 59 multe. È sufficiente per fermare i contagi? 
«Da parte nostra ce la mettiamo tutta e incrementeremo ulteriormente la nostra presenza sul territorio nel prossimo fine settimana, ma i controlli da soli non bastano: anche se gli anconetani sono responsabili, occorre maggiore consapevolezza del pericolo e del momento che stiamo vivendo. L’invito, come sempre, è al rispetto delle regole per il bene di tutti: bisogna stare più attenti».
Si chiude un quinquennio segnato da eventi drammatici: qual è il fatto di cronaca che più l’ha colpita? 
«La tragedia di Corinaldo. Pochi giorni fa ho avuto modo di salutare i parenti delle vittime: ho confermato l’impegno di rappresentare la loro istanza al Ministero dell’Interno, in modo che l’8 dicembre possa diventare la Giornata nazionale del divertimento in sicurezza. Quanto all’ultimo anno, i nostri uffici non hanno mai chiuso e siamo convinti di aver dato una buona risposta all’emergenza pandemica». 

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