Dramma all'Inrca, il Covid senza pietà uccide 5 nonnini. Allarme rosso a Torrette: record di positivi ricoverati

Lunedì 15 Febbraio 2021 di Stefano Rispoli
In un solo giorno sono morte 5 persone all'Inrca

ANCONA - Il Covid non dà tregua, l’emergenza non si arresta. E la drammatica conta dei morti peggiora quotidianamente. All’Inrca si è consumata una giornata tragica: in 24 ore sono deceduti cinque nonnini che hanno perso la loro personale battaglia per la sopravvivenza. Soffrivano tutti di altre patologie, aggravate però dal virus maledetto.

 

L’istituto geriatrico della Montagnola piange tre donne anconetane di 91, 93 e 98 anni, un 91enne di Loreto e una 91enne di Osimo. Cinque fragili vite spezzate dal Covid. Il sesto decesso di giornata si è invece registrato al Carlo Urbani, dove si è spenta una 97enne di Jesi. Sale così a 545 l’impressionante bilancio delle vittime della pandemia nella provincia di Ancona. 
Resta critica la situazione all’Inrca dove, al netto delle ultime perdite, sono ricoverate 44 persone contagiate. I vertici del geriatrico si era già visti costretti ad estendere i reparti Covid, a costo di ridimensionare l’area chirurgica, dirottando nella sede di Osimo parte delle specialità. Ora si naviga a vista, analizzando di volta in volta la situazione, nella speranza di non dover ricorrere a nuovi provvedimenti estremi che rischierebbero di compromettere ulteriormente l’attività ordinaria. 
Resta da allarme rosso anche la situazione a Torrette, dove ieri si è toccato il nuovo record di ricoveri dall’inizio della seconda ondata della pandemia. Come evidenzia l’ultimo bollettino del Servizio sanità della Regione, alle 12 di ieri si è toccata quota 120 pazienti colpiti dal virus. La terapia intensiva è di nuovo al completo: nella clinica di Rianimazione sono assistite 20 persone. Altre 21 si trovano nell’area subintensiva, 22 al Cov-4 e 40 nel reparto delle Malattie infettive, dove i posti sono ancora una volta esauriti. Ma il quadro più complesso si delinea nell’area dell’emergenza: tra Pronto soccorso e Osservazione breve intensiva ieri c’erano 17 persone, salite poi a 20 nel corso del pomeriggio. È un viavai di ambulanze e a preoccupare non sono tanto le varianti del Covid, quanto il progressivo abbassamento dell’età media dei contagiati. Tra gli ultimi ad essere ricoverati per una severa polmonite scatenata dal virus, un ragazzo di soli 23 anni. Proprio per far fronte all’emergenza, è in corso di ampliamento l’area del Cov-4, trasferita dal sesto al quinto piano per essere estesa a 36 posti letto, 12 in più, in regime di terapia semintensiva a gestione pneumologica. 

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