Benincasa, positivo l’85% degli ospiti: arrivano in soccorso le squadre Usca e i sanitari della Marina

Sabato 6 Febbraio 2021 di Claudio Comirato
Benincasa, positivo l 85% degli ospiti: arrivano in soccorso le squadre Usca e i sanitari della Marina

ANCONA  - Le squadre Usca, sanitari che si occupano di assistere a domicilio i contagiati in isolamento, arrivano in aiuto della casa di riposo Benincasa, dove dalla prossima settimana potrebbero anche arrivare medici e infermieri della Marina Militare. Il Covid 19 non dà tregua struttura comunale protetta per anziani gestita da una cooperativa in via Podesti nel centro storico di Ancona. 

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E proprio tra veicoli di Capodimonte si è annidato il virus che poco alla volta è entrato all’interno della struttura con i primi contagi che risalgono alla metà di gennaio ma ora la situazione si è fatto davvero critica. I numeri la dicono lunga sull’emergenza che questa struttura comunale sta affrontando: su 34 ospiti ben 29 (l’85%) sono positivi 4 al momento sono ricoverati in ospedale mentre tra operatori socio sanitari e infermieri in totale 27 si contano 17 contagiati, mentre ci sono stati due decessi.

Numeri che vengono confermati dall’assessore alle Politiche Sociali Emma Capogrossi: «La realtà è questa c’è poco da girarci intorno. Nelle ultime ore in soccorso del Benincasa è arrivato il personale dell’Asur tra cui un geriatra e personale del distretto sanitario oltre che le squadre dell’Usca che hanno preso in mano la situazione - fa il punto l’assessore -. Al momento la cooperativa che gestisce la struttura è riuscita a reperire degli operatori socio sanitari ma mancano infermieri per le terapie. La notte tra giovedì e venerdì è stata garantita dal personale dell’Asur che ha inviato degli infermieri. I contatti con l’azienda sanitaria sono costanti, il direttore dell’Area Vasta 2 Giovanni Guidi non ha escluso che venga accolta la nostra richiesta di avere medici e infermieri della Marina Militare alla struttura di via Podesti».

Che qualcosa all’interno della residenza non abbia funzionato come nella fase 1, quando la casa di riposo era rimasta immune dal Covid-19, lo testimonia anche il fatto che il virus oltre che a infettare gli ospiti non ha risparmiato il personale sanitario. Una situazione che ha creato allarmismo anche tra i parenti degli ospiti come puntualizza Gianluca Gianni, la cui madre attualmente positiva si trova all’interno della struttura mentre il padre che frequentava il centro diurno ora chiuso si trova al proprio domicilio.

«Che qualcosa non abbia funzionato appare evidente - afferma -, se da una parte si comprendono le difficoltà che ha dovuto superare questa cooperativa dall’altra bisogna riconoscere che c’è stata tanta confusione cosi come non è mancata una certa superficialità nel gestire questa emergenza. In alcuni casi i pannoloni non sono arrivati a destinazione stessa cosa per i farmaci che in alcune circostanze si sono dovuti riconsegnare per la seconda volta al personale. Giusto bloccare l’accesso all’interno della residenza per motivi di sicurezza ma appare difficile capire come un pacco di merendine possa trasmettere il virus. Il Covid all’interno del Benincasa non è certo arrivato con le merendine ma è stato il risultato di una certa improvvisazione da parte di questa cooperativa nel gestire i primi casi».


Anche nella giornata di ieri la struttura è stata assistita dal personale Usca che sarà presente anche nel fine settimana proprio per la mancanza di infermieri figure che attualmente la cooperativa sta cercando sul mercato.

 

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