Giorgia Meloni: «Il video dello stupro? Quello dell'omicidio di Alika non era oscurato ma faceva comodo alla sinistra»

Ancona, attesa in piazza Roma per l'arrivo di Giorgia Meloni: bandiere di FdI e folla davanti al palco
Ancona, attesa in piazza Roma per l'arrivo di Giorgia Meloni: bandiere di FdI e folla davanti al palco
di Martina Marinangeli
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Martedì 23 Agosto 2022, 18:21 - Ultimo aggiornamento: 19:45

ANCONA - Giorgia Meloni è appena salita sul palco di piazza Roma ad Ancona per l'apertura della campagna elettorale di Fratelli d'Italia. La presidente nazionale ha scelto le Marche per dare il via a quella che è consideratata una vera e propria sfida della leaderhip all'interno del centrodestra, non a caso anche Matteo Salvini ha deciso di fare tappa a Pesaro proprio oggi per presentare i candidati marchigiani della Lega di Camera e Senato.  

Meloni: «Non abbiamo una classe dirigente all'altezza? Nelle Marche c'è»

«Ho voluto iniziare la campagna di elettorale ad Ancona non a caso: in certi salotti e certa stampa dicono che non abbiano classe dirigente all'altezza di governare l'Italia. Invece in regioni come le Marche abbiamo dimostrato di saper fare quello che la sinistra non ha fatto per decenni. C'è chi parla e c'è chi fa. », ha esordito Giorgia Meloni sul palco in piazza Roma. E il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, nel suo discorso introduttivo  ha sottolineato come le elezioni del 25 settembre rappresentino «un'opportunità irripetibile. Una donna, la prima al governo della nazione. Siete qui per lei». 

In piazza tutti i candidati di Fratelli d'Italia e i vertici del partito

In piazza Roma presente tutto lo stato maggiore di Fratelli d'Italia delle Marche: schierati i candidati al Parlamento, dall'assessore Guido Castelli capolista al Senato, alla consigliera Elena Leonardi (uninominale Senato), e poi ancora il coordinatore provinciale del partito Stefano Benvenuti Gostoli (uninominale Camera), e Lucia Albano, Antonio Baldelli (presente con il fratello Francesco assessore regionale), Andrea Putzu, il capogruppo in Consiglio regionale Carlo Ciccioli, il presidente dell'Autorità portuale Enzo Garofalo.

Bordate al Partito democratico su devianze e Covid

Giorgia Meloni non ha risparmiato bordate al Partito democratico sull'emergenza Covid: «Loro compravano i banchi a rotelle, nelle Marche Francesco Acquaroli metteva la ventilazione meccanica più di un anno fa ed  ha portato avanti questa sperimentazione con la sua giunta». Ma ce n'è anche per il segretario nazionale del partito Enrico Letta: «Mi ha criticato sul tema delle devianze. Il Pd ha detto: Giorgia Meloni dice che gli obesi sono deviati. Figuriamoci se posso considerarla una devianza io che sono stata obesa e sono stata bullizzata per questo». Dalla piazza durante il comizio si sono levati cori indirizzati alla leader: Giorgia, Giorgia! Lei ha risposto ironicamente: «Grazie, basta che non mi glorifichiate, è riservato a un altro...»

«Il video sullo stupro? Sono più discussa dello stupratore»

La presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha risposto anche alle domande sulla vicenda del video dello stupro di Piacenza:«Non ho ragione di scusarmi, se non per avere espresso solidarietà, pubblicando un video totalmente oscurato. Io sono molto attenta a questi temi: non è strano che io sia molto più discussa dello stupratore? Inoltre quando a Civitanova morì il povero Alika il video mentre moriva e senza oscurarlo,  è stato pubblicato più volte. Dalla sinistra, perché faceva loro comodo». Tema scottante quello del video che ha scatenato anche un picchetto di una decina di contestatori durante il comizio della Meloni. La presidente ha insistito sulla vicenda: «Adesso è partita un'indagine ma temo solo a danno della sottoscritta, come se il video l'avessi girato io, l'avessi pubblicato io, come se fossi stata io la prima a mettere on line questa cosa, come se fossi stata la fonte della notizia.Mi pare che l'obiettivo si far partire qualche avviso di garanzia. Voglio anche chiedere - perchè al tempo nessuno ha pensato di far partire avvisi di garanzia nei confronti di chi pubblicava il video di un uomo che moriva senza neanche oscurarlo, come invece accadeva per il video che io ho condiviso e che era stato pubblicato dalla stampa?».

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