Cantieri infiniti, il popolo degli Archi alza la voce: «Basta con i ritardi, terminate subito i lavori: qui non si vive più»

Urbinati, Manarini, Mancinelli e Foresi all'assemblea con i residenti e i commercianti degli Archi
Urbinati, Manarini, Mancinelli e Foresi all'assemblea con i residenti e i commercianti degli Archi
di Stefano Rispoli
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 08:20

ANCONA - Prima le proteste, poi le spiegazioni. Infine, una promessa: si procederà il più celermente possibile per concludere i lavori agli Archi. Garanzie date dal sindaco Mancinelli che, insieme agli assessori Manarini e Foresi e al responsabile dell’Erap di Ancona, Urbinati, ieri alla Mole ha incontrato i residenti e i commercianti del quartiere. Le poltroncine dell’Auditorium erano occupate da cartelli di protesta contro l’abbattimento dei platani di via Marconi perché - riporta il testo della variante da 222mila euro che si è resa necessaria per lavori extra - «interferiscono con le reti tecnologiche esistenti e con la necessità di opere di riparazione e di rinnovo».

 

Concetto ribadito ieri che, però, non è bastato a placare la protesta messa in atto da Fridays for Future, Aic e altre associazioni ambientaliste. 


Verde a parte, preoccupano i cantieri infiniti. «Il sindaco ha ammesso di non aver comunicato puntualmente tutti i problemi avuti per una gara vinta nel 2016 - spiega Pamela Conti, general manager di Inlingua Ancona e portavoce dei commercianti -, ma è stata molto precisa nel darci spiegazioni sui vari ritardi e sugli interventi in corso. Restano dubbi sulla pista ciclabile che dovrà essere rifatta dall’altra parte di via Marconi alla fine dei lavori. Quanto ai 7 platani, ha spiegato che non si tratta di specie protetta, dunque dovranno essere rimossi». Commercianti e residenti hanno fretta. «Abbiamo chiesto che i lavori vengano completati il prima possibile: basta con gli intoppi, qui non si vive più», dice Pamela.

La Mancinelli ha fornito aggiornamenti per ciascun progetto. Il rifacimento dei portici è in ritardo per un problema di umidità più grave del previsto: la scuola Da Vinci, comunque, verrà “liberata” dalle gabbie metalliche i primi di novembre. In via Marconi il ritrovamento di residui di idrocarburi comporterà uno slittamento della fine del cantiere al febbraio 2023. Problemi di coordinamento tra le varie società che sono intervenute sui sottoservizi hanno comportato ritardi in piazza Crocifisso che, comunque, verrà consegnata entro l’anno. Il restyling di via XXIX Settembre, invece, ha patito difficoltà nel reperimento dei materiali e un focolaio Covid tra gli operai del cantiere. 

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