Addio a Giorgio, il re dei liquori
«Imprenditore e piccolo chimico»

Addio a Giorgio, il re dei liquori «Imprenditore e piccolo chimico»
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Martedì 1 Ottobre 2019, 06:10

ANCONA Il re dei liquori non c’è più, ma i profumi rotondi delle sue irresistibili invenzioni continueranno a scaldare il cuore degli anconetani. Il mondo dell’imprenditoria piange Giorgio Baldoni, strappato troppo presto all’affetto dei suoi familiari da un male aggressivo e spietato. Si è spento a 70 anni, domenica pomeriggio, all’ospedale di Torrette, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle sue condizioni. Il patron dell’azienda Baldoni, conosciuta in tutta Italia, aveva scoperto la malattia quattro mesi fa. Ha lottato con coraggio, animato da una fede incrollabile, ma i medici non hanno potuto far nulla. Oggi è il giorno dell’addio: in tanti parteciperanno ai funerali, alle 14.15 nella parrocchia di Sappanico, che era diventata la sua casa spirituale.

 

«Papà era un uomo buono e devoto - ricorda Francesca, sua unica figlia - Era molto religioso, spesso andava a visitare il santuario di Medjugorje. Era legatissimo alla sua attività, finché la malattia gliel’ha consentito è andato a lavorare. Mi ha trasmesso la passione del mestiere sin da piccola, quando lo vedevo tornare a casa con le provette e le miscele per fare gli assaggi dei suoi liquori: sembrava un piccolo chimico, un grande imprenditore» di cui rimangono orfani non solo i cari - la moglie Linda e i nipoti Maurizio e Matteo - ma l’intera comunità e l’industria marchigiana. 

Ora toccherà alla figlia Francesca e alla sua famiglia portare avanti un’azienda fondata 75 anni fa dal capostipite Mario Ottavio Baldoni, inventore del Liquor Caffè, pensato per accompagnare la fine dei pasti, ottenuto attraverso l’infusione di caffè e una successiva miscelazione di zucchero e alcol. Il prodotto, realizzato grazie a un vecchio liquorista, all’inizio veniva offerto solo agli amici, ma col tempo riscosse un successo così ampio che Baldoni, per soddisfare le richieste, aprì un laboratorio in via Giordano Bruno. L’attività conobbe un’espansione inimmaginabile grazie all’impegno del figlio Giorgio che prese in mano le redini dell’azienda nel 1969 e, sulle orme del padre, la trasformò in una moderna impresa, mantenendo intatto il rispetto per la tradizione e la qualità. Col tempo la gamma dei prodotti si è ampliata e si è arricchita di liquori dolci e secchi. Punta di diamante del marchio Baldoni è il punch, declinato in più varianti, dal cioccolato al mandarino, fino all’inimitabile Creola al rhum. Dalla macerazione di erbe aromatiche con proprietà digestive è nato l’Amaro del Pescatore, un vanto del produttore, senza dimenticare Anice, Rhum, Amaretto, Maraschino e l’ampia fornitura di amari e brandy, oltre agli sciroppi, dalla menta all’orzata al tamarindo, molto utilizzati per preparare cocktail e bevande estive. Dal 2003 è nata anche una linea alimentare, con la preparazione di irresistibili torroni, cioccolatini e panettoni dai sapori avvolgenti. Il segreto del successo è stato conservare la maestria di un laboratorio artigiano e in effetti la Baldoni Liquori non ha mai perso la sua identità familiare, nemmeno quando, nel 1984, la sede produttiva è stata trasferita dal Piano alla Baraccola, in uno stabile da 2500 mq in via Taliercio, dove lavora una decina di dipendenti che oggi piangono Giorgio, un padre, prima ancora che un datore di lavoro.

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