Arisa con il suo “Ortica Tour” fa tappa a Porto Sant’Elpidio: «Vi inondo di amore e gioia, ce n'è un gran bisogno»

Mercoledì 11 Agosto 2021 di Chiara Morini
La cantante Arisa FOTO SARA PURISIOL g. c.

PORTO SANT'ELPIDIO - Arisa, nata a Genova, ma sempre vissuta a Potenza con la famiglia che si è trasferita nel capoluogo lucano una settimana dopo la sua nascita, salirà stasera alle ore 21 sul palco dell’arena ex Orfeo Serafini di Porto Sant’Elpidio, per la tappa del suo “Ortica tour”.

 
Arisa, cosa ci farà sentire?
«Quello che faccio nel mio tour, incentrato sui ritmi, sui punti emotivi. Ci saranno i nuovi brani, i singoli “Psyco” e “Ortica”, quest’ultimo che ho scritto io e che canto in italiano e napoletano. Ci sarà anche il brano dell’ultimo festival di Sanremo “Potevi fare di più”. Ma ci saranno tutti gli altri miei successi amati dal pubblico, e quelli che piacciono anche a me, per gli ideali di inclusione, uguaglianza. Vede penso fortemente che il futuro abbia davvero un gran bisogno di amore». 
Com’è stato tornare a cantare dal vivo?
«Sarà scontato, forse, le rispondo che è molto bello. Cantare dal vivo è per me importantissimo, sul palco do tutta me stessa, perché per me cantare è come pregare. Mi concentro e poi inizio a cantare, e quando lo faccio condivido emozioni con chi mi sta ascoltando. Quello che secondo me avviene durante i miei concerti è magico, per me lo è così tanto che non penso smetterò mai di cantare». 
Ha sempre voluto essere una cantante e musicista?
«Per me cantare è sempre stato importante. Ma vede, come la gente del sud, non osavo andare troppo avanti con i sogni. Li avevo, sicuramente, non lo nego, ma pensavo che fosse troppo arrivare ad essere una cantante. Mi limitavo ad essere me stessa con la mia voce. Poi gli eventi della vita mi hanno permesso di assecondare questa mia passione, e per questo devo ringraziare Dio. Ho raccolto l’energia che avevo dentro, e ho fatto quello che si deve sempre fare: accogliere quello che capita, non si è mai persi. Vede ritengo fondamentale il concetto per cui se si vince, c’è la vittoria, ma anche si perde si vince lo stesso, perché dalla sconfitta si impara sempre».
Come guarda al futuro?
«Di successi negli anni passati ne ho avuti molti. Ma io vivo nel presente, e vivo quello che mi porta. Mi concentro sul tour, sul concerto di Porto Sant’Elpidio e vado avanti, tappa dopo tappa, città dopo città».
Ha collaborato con moltissimi altri artisti, chi ricorda con più affetto? 
«Franco Battiato, con cui ho avuto occasione di duettare, ma anche Lelio Luttazzi. Ho avuto la fortuna di conoscere Alda Merini, ma anche Banana Yoshimoto. Ho collaborato con molti, anche per tormentoni estivi come “L’esercito del selfie”. Tra le tante cose che ho fatto, a parte cantare, ricordo quando sono stata valletta a Sanremo insieme a Emma». 
Nella sua agenda che progetti ci sono?
«Dovrebbe esserci un nuovo disco. Intanto è uscito da poco il video dell’ultimo brano “Psyco”, dedicato alla storia di Gina Pane, tra i simboli principali della body art, per la quale si è battuta molto. Nel video riportiamo la sua lotta per difendere le donne e i deboli e tra le performance ci sono anche io». 
Non è la prima volta che viene nelle Marche, che ricordo ha?
«Sono stata a RisorgiMarche e anche in altre occasioni. Sono venuta molte volte, vi adoro». 

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