De Sica a Porto Recanati: «I fan possono stare tranquilli. Farò il cinepanettone, sarò Babbo Natale»

Domenica 25 Luglio 2021 di Chiara Morini
Christian De Sica con Pino Strabiolinello show Una serata tra amici

PORTO RECANATI - Sarà Christian De Sica, conosciuto ed amato dal grande pubblico, il prossimo ospite del Porto Recanati festival. L’artista salirà sul palco dell’Arena Gigli oggi, domenica 25 luglio, alle ore 21,30, per lo show “Una serata tra amici”, per una serata organizzata da Comune e Amat (info: 0719799084).

 


Christian, nello spettacolo racconta la sua lunga carriera. Come farà a sintetizzare tutto in un paio d’ore? 
«Innanzitutto me lo lasci dire: sarà una bella serata, perché davvero saremo tra amici, sono tutti amici. Poi mi aiuterà Pino Strabioli. Affiancato da lui racconterò aneddoti e curiosità, avvenimenti della mia carriera. Ci saranno fatti tristi così come episodi allegri. Racconterò, ma ci saranno canzoni, i brani che fanno parte della mia storia, fatta di cinema, teatro, tv, incontri e tanto altro. Inizierò la serata in mezzo al pubblico. Poi in un secondo momento salirò sul palco e ci rimarrò circa due ore. Quindi gli aneddoti, da Sinatra a Luttazzi, l’Italia e l’America, la melodia e lo swing, e tante tante altre storie tutte da ascoltare e vivere».
Lo show è andato in onda anche in televisione. Che differenza ci sarà rispetto alla trasmissione di Rai 1? 
«Poca, in realtà. Forse dovrei dire che sono uguali. Gli aneddoti sono gli stessi, io sono sempre lo stesso Christian De Sica. Mi accompagnerà il pianista e jazzista Riccardo Biseo, con cui ho già percorso un cammino. Con noi sul palco ci saranno anche altri musicisti: Mario Caporilli (tromba), Ferruccio Corsi (sax), Enzo De Rosa (trombone), Cristiano Macalizzi (batteria), Marco Siniscalco (basso)».
Cinema, teatro, televisione e musica: dov’è più a suo agio Christian De Sica? 
«Al cinema. Ne ho fatto molto di più, e continuo. Il teatro però è ugualmente bello, perché permette di avere un rapporto più diretto con il pubblico. Questo a me piace, e non poco, voglio guardarlo in faccia».
Ovvero? 
«Quando dico che voglio guardare in faccia gli spettatori intendo nel significato letterale del termine. E lo faccio. Vede, quando è il momento di spegnere le luci, io chiedo sempre di lasciarne accese alcune. Così guardo i volti della gente che mi ascolta. Le facce sono divertite? Vuol dire che lo spettacolo piace, che sto andando bene e vado avanti. Ma se per caso dovessi vedere volti annoiati, allora significa, a quel punto, che dovrei accorciare la serata».
Che ci dice dei cinepanettoni?
«Ho cominciato subito con Vanzina, e non ho smesso, infatti eccomi ancora qui. E ci sarò anche nel prossimo inverno, per le festività natalizie. Il film si intitola “Chi ha incastrato Babbo Natale?”. Io sarò proprio lui, Babbo Natale, più cinepanettone di così non si può!». 
Perchè secondo lei piacciono ancora molto?
«Sono leggeri, non danno messaggi, ma semplicemente raccontano la vita così com’è. Con vita intendo qui proprio la civilità italiana, e danno un quadro preciso dell’epoca, tra anni ‘80 e ‘90. Per questo piacciono, sono piaciuti e piaceranno sempre secondo me».
Com’è stato, per lei, avere per padre una figura così importante come Vittorio De Sica? 
«Le dico che sarebbe stato bello averlo avuto ancora un po’ accanto a me. Soprattutto per il lavoro che faccio: facendo l’attore avrebbe potuto insegnarmi molte altre cose».
Cosa ha detto suo padre quando ha sentito che avrebbe fatto l’attore?
«Testualmente: “Ah! Ma sei matto?”. Lui avrebbe voluto che avessi fatto studi universitari, ma alla fine ho fatto bene. Se ne è andato che avevo 24 anni, e io avevo già un “mestiere”. Ripeto, l’unico rammarico è che avrei voluto più tempo per interagirci».

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