Addio Corrado Olmi, il grande caratterista jesino si è spento a Roma

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Talita Frezzi
L'attore jesino Corrado Olmi vinse il Nettuno d'Argento per il film "La cena" di Ettore Scola

JESI - L’ultimo sorriso, l’ultimo ciak, l’ultima battaglia. Cala il sipario per uno tra i volti più amati del cinema e del teatro italiano. Si è spento ieri, a 94 anni, l’attore jesino Corrado Olmi. Era ricoverato in ospedale a Roma per una patologia aggravata dal Covid, il maledetto virus lo ha strappato all’amore delle sue tre figlie Veronica, Alessandra e Giulia, all’affetto di quanti lo conoscevano e al suo palcoscenico. Una vita sulle scene, nastro d’argento per “La cena” di Ettore Scola, ha brillato per oltre 50 anni di carriera tra palcoscenici e set cinematografici.

 

Olmi aveva mosso i primi passi nelle filodrammatiche della sua città natale, Jesi, sullo stesso palcoscenico - quello del Teatro Pergolesi - da cui prese il volo Valeria Moriconi, sua grande amica. Assieme a Valeria e al marito Aldo Moriconi, Olmi aveva deciso nel 1952 di tentare l'avventura artistica a Roma. Ma il legame con Jesi non si è mai interrotto, come un filo rosso invisibile che lo riportava sempre a casa, a contatto con gli artisti del territorio, sempre pronto a tornare a calcare le assi del suo teatro. Immensa la filmografia - oltre 90 pellicole - e tanti i premi, tra cui il Nastro d'Argento al migliore attore non protagonista per il film “La cena” (1998) di Ettore Scola. Era tra i più noti caratteristi del cinema italiano, molto attivo anche in campo teatrale, per la prosa il varietà e l'operetta, era volto noto di diversi sceneggiati tv tra cui “Il conte di Montecristo”. Amava anche disegnare e scrivere, era un vignettista eccellente: ha dedicato calendari, libri e illustrazioni alla sua amata Jesi. Nel 1993 ha ricevuto il premio “Una Vita per il Teatro” conferitogli in Campidoglio. Ha lavorato con molti registi, tra cui Mario Monicelli, Roberto Rossellini, Alberto Lattuada, Steno, Castellano e Pipolo, Bruno Corbucci, Pier Francesco Pingitore.

La sua ultima apparizione sul palcoscenico del Teatro Pergolesi, nel 2018 insieme agli Onafifetti. «La scomparsa di Corrado Olmi - afferma il sindaco Massimo Bacci - è una triste notizia per Jesi, città a cui era legato da un amore viscerale. Ci lascia un grande artista di cinema e di teatro, compagno di viaggio di un'altra straordinaria jesina della seconda metà del secolo scorso come Valeria Moriconi, ma anche apprezzatissimo scenografo e disegnatore». La notizia della scomparsa dell’attore è stata divulgata da una delle tre figlie, Veronica Olmi, sui social, grande palcoscenico virtuale su cui Corrado Olmi continuava a esibirsi soprattutto con bozzetti e disegni. «Insieme, finalmente, come promesso. Ciao Papà, buon viaggio. Un privilegio essere tua figlia», scrive, riferendosi alla scomparsa dell’amata mamma Lucia, poco più di un anno fa, e con la quale il genitore non vedeva l’ora di ricongiungersi. «Ciao Corrado, ti vogliamo, oggi, ancor più bene anche se restiamo un po’ più soli», scrivono gli Onafifetti.

La Fondazione Pergolesi Spontini ricorda il suo fortissimo attaccamento al teatro Pergolesi «dove è tornato più volte nel corso della sua lunga carriera, tra cui nel 1998 in occasione delle celebrazioni per i 200 anni della sua inaugurazione, oltre alle Celebrazioni dei 300 anni della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, il 4 gennaio 2010 alla Cattedrale». «Una persona dolcissima, gentile, sempre attenta», il ricordo di Gastone Pietrucci, leader de La Macina.

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