Il genio di Mugellini, oggi l’evento che celebra i 150 anni dalla nascita con un concerto e la mostra dei suoi scritti analizzati dalla psicografologa Cesari

Domenica 3 Ottobre 2021
La firma di Bruno Mugellini con il commento della grafologa Cerasi

POTENZA PICENA - Compositore, pianista e didatta, nato a Potenza Picena e vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, Bruno Mugellini era dotato di grande genialità. Alcuni suoi scritti, infatti, sono stati analizzati dalla psicografologa Mirka Cesari, e saranno esposti al 1° concerto del Festival a lui dedicato, oggi pomeriggio, dalle ore 17,30, durante l’esibizione del pianista Roberto Cappello. L’appuntamento è nella Cappella dei Contadini di Potenza Picena.

 

Lo studio
L’organizzazione del Festival ha incaricato Cesari di studiare la personalità di Mugellini, proprio per l’edizione 2021 che cade nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario della nascita del pianista. I testi che ha analizzato la psico-grafologa, che ha fatto scoprire la grafologia al grande pubblico televisivo, sono le quattro lettere inedite che verranno esposte oggi. Ne è emerso che «Bruno Mugellini era un uomo dotato di grande genialità, di un’intelligenza superiore, determinato e molto ostinato, preciso ed attento ad ogni dettaglio» il risultato dello studio della Cesari.

L’ha capito guardando gli scritti, e osservando che la scrittura dell’illustre cittadino potentino è chiara e angolosa. «Grafologicamente era una bella personalità» il suo commento. Ogni lettera, in grafologia, ha il suo significato, e in particolare la “d” è stata essenziale per capire la personalità del musicista. «La “d” è la lettera che spiega come si trattiene la rabbia e, fatto assolutamente non frequente, la faceva in tre modi diversi. Questo aspetto mi ha molto stupito» osserva la grafologa. Una d fatta a riccio di scorpione, riccio uncinato, a volteggio in alto, ciascuna con diverse particolarità.

«Il primo caso mostra un Mugellini che non aveva fiducia nel prossimo, proprio come uno scorpione che colpisce chi si intromette nella sua strada – spiega la Cesari –. Il secondo tipo di d dimostra che aveva una grande autostima e non si accontentava delle singole cose, ma doveva vincere tutto. La terza d indica che Mugellini era costantemente deluso dall’incompetenza di chi lo circondava, e sottolineava spesso la sua superiorità».

Una persona superba e piena di sé, lo definiremmo oggi, se fosse ancora tra noi. La Cesari è stata in grado di concludere che Bruno Mugellini era un uomo di grande passionalità, con punte di gelosia e possessività verso coloro che amava: aspetti questi contenuti nelle lettere “g” allungate. La t alta, poi, testimonia anche che «era una persona dai grandi sentimenti, che comunicava pure bene. Anche il tratto sotto la firma dà valore all’analisi: è importante per rendersi di conto di quanto Mugellini possa essere stato una persona molto fuori dal comune: se qualcuno lo contraddiceva, diventava anche arrogante». Un genio, quindi, ben conscio delle capacità fuori dal comune di cui era dotato. Consapevole anche di quello che era e che poteva fare. 


L’esposizione
Gli scritti saranno mostrati durante il primo evento del Festival, come detto, oggi pomeriggio. Il pubblico potrà notare diversi tratti dello stesso Mugellini. Più o meno calcati, più o meno grandi o piccoli. «Una differenza grafologica – chiude Mirka Cesari – che è dovuta anche ai cambiamenti di stato d’animo, che influiscono su come tutti scriviamo». Accanto alle lettere di Mugellini, per la parte artistica visiva del Festival, saranno esposte anche le opere dell’artista Serena Vallese, presentate per l’occasione dalla presidente dell’associazione “Amici di Palazzo Buonaccorsi”, Paola Ballesi. 

 

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