Il San Pietro Martire di Donatello torna a Fabriano dopo il restauro durato 4 anni

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Saverio Spadavecchia
La statura lignea di San Pietro Martire di Donatello

FABRIANO - Il San Pietro Martire di Donatello è tornato a casa. La statua lignea del maestro fiorentino da ieri si trova all’interno delle sale della pinacoteca “Molajoli” di Fabriano. La città della carta quindi ritrova uno dei suoi gioielli al termine di un percorso di recupero e restauro durato quattro anni e finalmente completato con l’arrivo nella mattinata di ieri. Una storia che parte però in altro luogo, poco distante dalla pinacoteca, e per lungo tempo dimora dell’opera: la chiesa di San Domenico. 

 

 
L’opera si presentava ovviamente diversa rispetto al volto storico ricostruito con il percorso di recupero, con colori diversi ed in una posizione quasi nascosta. Il San Pietro infatti si trovava in una delle nicchie della chiesa, come una “semplice” statua apparentemente senza valore in un luogo già custode del prezioso ciclo di affreschi di Allegretto Nuzi all’intero della cappella di Sant’Orsola. Altro nodo da sciogliere la proprietà della scultura. L’opera, ritenuta inizialmente di proprietà della diocesi di Fabriano, è stata successivamente identificata come opera di proprietà del Fondo per gli Edifici di Culto (organo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno), ma in consegna al comune di Fabriano.
Il riconoscimento è stato possibile sulla base di un verbale, redatto in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del 1866 e recentemente ritrovato proprio negli archivi del Ministero dell’Interno. Quattro anni per restaurare la scultura, per riportarla all’antico splendore salvandola da uno stato di forte degrado, poiché alterata da cadute di colore e da verniciature realizzate negli anni. A condurre il restauro Anna Fulimeni sotto la direzione scientifica di Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza archeologica delle Marche, per una scultura ritornata a una vivace cromia e al suo aspetto originario, decisamente diverso da quello cui i fabrianesi erano abituati quando l’opera ancora trovava dimora all’interno della chiesa di San Domenico. Una sfida e un lavoro complesso, un vero e proprio viaggio così come è stato descritto dalla restauratrice Anna Fulimeni che ha riportato a nuova vita il San Pietro Martire. «Vidi questa scultura per la prima volta nel 2005 – racconta - mandata dalla Professoressa Frosinini. Venni poi contattata dal Professor Marcelli e proprio in quei giorni iniziammo a pensare ad un possibile intervento di restauro. Il primo incontro con il San Pietro di Donatello mi colpì profondamente, per l’intaglio e per il colore, anche se notai subito i numerosi interventi successivi all’opera del maestro fiorentino. Poi, nel 2016, ho ritrovato l’opera, e sapevo di aver di fronte un capolavoro da restaurare». 
Si tratta dell’unica opera di Donatello attualmente presente nelle Marche, qualificata da un potente naturalismo, nel quale dialogano l’intaglio e il colore, coerentemente con i valori espressivi del Quattrocento fiorentino. L’opera (valore stimato dalla direttrice della Pinacoteca di Fabriano Francesca Mannucci, un milione di euro) da oggi sarà al centro di una sala interamente dedicata alle opere lignee del territorio, in posizione di grande rilievo, ed al centro di un riallestimento che ha coinvolto tutta la pinacoteca fabrianese. Soddisfazione espressa dalla Soprintendente Marta Mazza e dall’amministrazione fabrianese, con l’assessore alla cultura Ilaria Venanzoni che ha ricordato il lungo percorso compiuto dal San Pietro, dimostrazione della centralità del lavoro portato a termine da quella che è stata descritta come una vera e propria squadra.

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