Covid, il calo dei contagi rallenta, Gimbe: «Ma in sette regioni, Lazio per prima, si registra un aumento dei casi»

Gli atri territori che registrano incrementi di nuovi positivi sono Liguria, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Lombardia, Piemonte

Giovedì 21 Ottobre 2021
Covid, il calo dei contagi rallenta, Gimbe: «In sette regioni, Lazio per prima, si registra un aumento dei casi»

Si eseguono più tamponi, quindi si trovano più contagiati, è vero, ma si registra comunque un lieve aumento dei casi positivi in corrispondenza dell'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass. A livello nazionale i casi si riducono: è una rassicurante discesa che dura ormai da 7 settimane. La Fondazione Gimbe fa notare che negli ultimi 7 giorni, tuttavia, il calo è solo dell'1,9% anche in ragione di un aumento di quasi il 50% dei tamponi: sono stati ben 930 mila in più rispetto alla settimana precedente. Inoltre, in 7 regioni si registra un lieve aumento percentuale dei contagi. I dati sono relativi alla settimana 13-19 ottobre 2021.

Nel dettaglio, confrontati con quelli della settimana precedente, i dati mostrano una lieve diminuzione dei nuovi casi (17.870 rispetto a 18.209, pari a -1,9%) e una sostanziale stabilità dei decessi (271 rispetto a 266). Sono in calo le persone in isolamento domiciliare (71.768 rispetto a 79.511, pari a -9,7%), i ricoveri con sintomi (2.423 rispetto a 2.665, pari a -9,1%) e le terapie intensive (355 rispetto a 370, pari a -4,1%).

Tuttavia, in 7 Regioni, precisa Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, si rileva un aumento percentuale dei contagi, anche se in termini assoluti gli incrementi sono modesti: Liguria (+14), Umbria (+19) Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131), Lazio (+156). «Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione - si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati dai pazienti Covid-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 9,1% in area medica e del 4,1% in terapia intensiva».

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (4% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione, in base al monitoraggio quotidiano dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) supera le soglie di allerta del 15% per l'area medica e del 10% per l'area critica.

Si eseguono più tamponi (+78,5% in una settimana) ma pure più vaccini (+4,7%)

Nell'ultima settimana sono stati effettuati 2.151.081 tamponi con un aumento, rispetto alla precedente, del 78,5%. Qualcuno si è anche convinto a sottoporsi alla vaccinazione: d'altronde il costo del tampone ogni 48 ore a fine mese pesa moltissimo sulle tasche, considerato che un non vaccinato può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana. Nell'ultima settimana sono state vaccinate 407.404 nuove persone, pari a +4,7%. 

La media giornaliera dei tamponi effettuati, evidenzia è salita da 173.235 del 13 ottobre a 309.297 il 19 ottobre mentre la media giornaliera dei nuovi vaccinati rimane sostanzialmente stabile: è passata dai 57.275 del 13 ottobre ai 58.201 del 19 ottobre. «Tuttavia, nell'interpretare gli effetti del green pass su tamponi e nuovi vaccinati - precisa il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - bisogna tenere conto che ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana, mentre per aumentare la copertura vaccinale è sufficiente che il numero di nuovi vaccinati non tenda allo zero».

Delle 407.404 nuove persone vaccinate nella settimana 13-19 ottobre, rileva Gimbe, l'86,4% appartiene a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa: 78.387 nella fascia 20-29 anni, 90.960 nella fascia 30-39 anni, 85.745 nella fascia 40-49 anni, 68.812 nella fascia 50-59 anni e 27.934 nella fascia 60-69.

Terza dose

A partire dal 16 settembre sono state somministrate solo 700.623 terze dosi di vaccino anti Covid, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili previsti dalla circolare ministeriale del 27 settembre scorso, ovvero immunocompromessi, over 80, ospiti e personale delle RSA, operatori sanitari over 60 o vulnerabili.

Notevoli, inoltre, sono le differenze regionali: si passa dal 28,1% del Molise all'1,2% della Valle D'Aosta. Lo rileva il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe, che chiede di «accelerare» su questa strada e sottolinea come non siano ancora disponibili i dati della platea vaccinabile in base alla successiva circolare dell'8 ottobre, che ha esteso l'indicazione del richiamo a tutti gli over 60 e ai fragili con specifiche patologie. «Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - e nell'attuale impossibilità sia di definire percentuali magiche per conquistare l'immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l'efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione Gimbe invita a perseguire una strategia basata su più obiettivi per tutelare la salute delle persone e garantire l'irreversibilità delle riaperture».

Tra questi, «accelerare la somministrazione della terza dose» e introdurne l'obbligo per gli operatori sanitari, estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche. E infine, «mantenere l'obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi».

 

Ultimo aggiornamento: 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA