Emergenza coronavirus: quando sarà finita il 50% degli italiani avrà disturbi emotivi

Mercoledì 25 Marzo 2020
Il coronavirus sta mettendo a dura prova non solo la salute fisica ma anche quella mentale degli italiani, «con conseguenze psicologiche sul 50% degli italiani: persone a rischio, positivi, operatori sanitari, che stanno pagando un tributo enorme in termini di vite stroncate e livelli di stress ai limiti della tollerabilità».

Questa in sintesi l'allerta lanciata da Fabrizio Starace, presidente della Società italiana di Epidemiologia psichiatrica (Siep) e membro di direzione dell'Associazione Luca Coscioni, intervenuto al primo degli incontri pubblici online sul tema Covid-19 promossi dell'associazione Coscioni, che ha coinvolto oltre 25.000 utenti (tra Facebook e You Tube). Secondo Starace quindi è necessario mettere in campo subito dei validi sostegni psicologici ma anche prepararsi a fronteggiare il post-epidemia.

«In questo delicato periodo storico - spiega Starace - viene meno la cosa più importante: il 'darsi una manò e il sostenersi reciproco. L'impatto sulla salute mentale colpisce tutta la popolazione, non abituata agli effetti che le costrizioni e le misure restrittive stanno avendo sulle persone, insieme alla continua esposizione a informazioni e notizie che colpiscono significativamente la parte emotiva. Questo ha un effetto deflagrante in ciascuno di noi destinato prima o poi a emergere - sostiene - in particolare coinvolge chi già viveva un momento di fragilità, dovuto magari a una situazione instabile, che può degenerare in disturbi emotivi, manifestazioni di ansia e depressione». Inoltre «le persone sintomatiche vengono totalmente isolate dal loro contesto, in solitudine, divenendo facile preda di sensi di colpa dovuti al contagio di altri. Accanto alla possibilità di verificare quotidianamente le condizioni fisiche - avverte - andrebbero verificate anche le condizioni psicologiche di chi è in quarantena. Secondo la letteratura scientifica - riferisce - oltre il 50% di chi vive in isolamento poi sviluppa disturbi emotivi che incidono significativamente sulla risposta fisica al virus».

Da qui il monito: «Bisogna offrire loro un sostegno. Diversi organismi si stanno attivando in questo senso: la società che presiedo ad esempio ha pubblicato, in assenza di indicazioni istituzionali, delle istruzioni operative e organizzative, nel tentativo di proteggere le fasce più vulnerabili. Basti pensare - spiega - che solo i pazienti psichiatrici in cura con i nostri servizi sono oltre 850 mila, i cui percorsi terapeutici oggi sono tutti sospesi. Occorre attivare modalità per mantenere un contatto continuo e costante con queste persone, non interrompere visite e l'approvvigionamento farmaci, evitando al contempo il far aumentare percezione di discriminazione nei confronti di queste persone che già si sentono discriminate. Ci sono poi gli operatori, chiamati ogni giorno a fronteggiare situazioni molto provanti, cui vanno forniti oltre ai presidi 'fisicì anche dispositivi di protezione emotiva, psicologica
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