Covid, Pier Luigi Lopalco: «Virus sotto controllo, ma in autunno una nuova ondata colpirà i No vax»

Covid, Pier Luigi Lopalco: «Virus sotto controllo, ma in autunno una nuova ondata colpirà i No vax»
Covid, Pier Luigi Lopalco: «Virus sotto controllo, ma in autunno una nuova ondata colpirà i No vax»
di Mauro Evangelisti
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Sabato 26 Febbraio 2022, 07:55 - Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 09:04

L’avvento di Omicron, combinato con alti livelli di vaccinazione, ci fa sperare che abbiamo raggiunto una fase di controllo della pandemia. Per questo è corretto passare a una gestione con misure ordinarie».


Il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’università del Salento, da tempo è un sostenitore della necessità di uscire dallo stato di emergenzia. Restano delle incognite, perché il virus non è magicamente scomparso. «Certo, in autunno tornerà, ma per chi è immunizzato le conseguenze saranno gestibili».
La Danimarca, che ha eliminato ogni restrizione, però sta vedendo un incremento notevole dei casi di Covid.
«In Danimarca, effettivamente, si sta confermando il fatto che la circolazione virale, senza le poche restrizioni che avevano fino a poche settimane fa, è ripresa. Ma lo abbiamo visto anche in Italia: con molti cittadini vaccinati e con la Omicron, l’impatto sugli ospedali è sostenibile».


Possiamo dire che è tutto finito?
«No, dobbiamo essere razionali. Il ritorno alla normalità non va confuso con la sparizione del virus. Sars-CoV-2 esiste e continuerà a circolare. Ma tutto va riportato a una gestione ordinaria di tipo sanitario, senza impatto sulla vita sociale e sull’economia».


Possiamo pensare a una vita senza mascherine al chiuso, per fare un esempio?

«In estate, quando la circolazione virale diventerà più bassa, l’obbligo potrà essere rimosso. Dobbiamo puntare su una maggiore responsabilizzazione degli italiani: hanno imparato in questi due anni di pandemia molte cose. Se ho i sintomi di una malattia respiratoria, magari sono io il primo a fare attenzione. Se devo andare all’interno di un ospedale e incontrare soggetti fragili, di mia iniziativa decido di indossare la mascherina. Lo stesso faccio se vado, ad esempio, sulla metropolitana, su un treno affollato e so che a casa mi aspetta una persona anziana».


Avremo un’estate con maggiore libertà?
«Io penso che sarà meno problematica di quelle del 2020 e del 2021. Abbiamo molte persone vaccinate, in buona parte anche con la terza dose. E abbiamo persone che hanno superato l’infezione e anche questo garantisce una maggiore immunità. Teniamo conto che in estate resteremo molto più tempo all’aperto e questo ridurrà la circolazione del virus».


Prima dell’estate ci sarà la primavera. Nel 2021 in aprile ci fu un incremento dei decessi. Potrebbe succedere anche nei prossimi mesi?
«Mi sembra improbabile. Nel 2021 in aprile c’erano ancora pochi italiani vaccinati con il ciclo completo. Oggi per fortuna non è così. E anche le sottovarianti con cui abbiamo a che fare, la Omicron 2 ad esempio, non stanno cambiando le carte in tavola in modo sostanziale».


Di fronte al rischio dell’arrivo di nuove varianti in autunno, dobbiamo ipotizzare la quarta dose per tutti, non solo per gli anziani e i fragili?
«È ancora presto per rispondere. Bisognerà valutare con attenzione la situazione, valutare quanto cala la protezione di chi ha già ricevuto tre dosi. Ecco, sarebbe intanto molto importante insistere con forza sulla terza dose. Ma oggi non si può parlare di un richiamo generalizzato in autunno, anche se non è possibile escluderlo. Però il modello più probabile è quello dell’influenza: nuovo ciclo vaccinale solo per i soggetti più a rischio».
 

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