Green pass per discoteche, centri commerciali e matrimoni. Ipotesi coprifuoco alle 23

Giovedì 6 Maggio 2021 di Alberto Gentili
Discoteche, centri commerciali, matrimoni: si entra solo con green pass

Il “green pass”, in arrivo nella seconda metà del mese, non servirà solo per aprire le porte dell’Italia ai turisti stranieri. Il “passaporto verde” sarà la chiave per anticipare alcune riaperture. In più il coprifuoco, così com’è, ha le ore contate. Entro venerdì prossimo, sulla base del report settimanale sull’andamento dell’epidemia e della campagna vaccinale, il governo emetterà la sentenza. Mario Draghi, che l’altro ieri ha vestito i panni del promotore turistico invitando i vacanzieri stranieri a venire in Italia da metà maggio grazie all’abolizione della quarantena e all’introduzione appunto del “passaporto verde”, ha intenzione di rendere il Belpaese più appetibile e ospitale anche riducendo il limite del “tutti a casa” attualmente fissato alle dieci di sera.

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Venerdì 14 maggio dovrebbe essere confermata la riapertura dei centri commerciali nel week-end e fissata una data per la ripartenza del settore del wedding, dei matrimoni. Probabilmente da metà giugno, in modo da permettere alle coppie di pianificare le feste nuziali. Per le discoteche invece il giorno della liberazione potrebbe scattare il 1° luglio, ma solo per chi è stato vaccinato, ha un certificato di avvenuta guarigione o ha fatto un tampone negativo nelle ultime 48 ore. Insomma, potrà andare a ballare chi avrà il “passaporto verde”. E il “green pass” potrà permettere di anticipare le riaperture di tutti i settori, in particolare fiere, congressi, parchi tematici, terme, etc fissate (per ora) a luglio.

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GRADUALITÀ SUL COPRIFUOCO
A dispetto della narrazione di Matteo Salvini che si è eletto paladino dell’abolizione dell’obbligo di rientrare a casa entro le dieci di sera, tutta la maggioranza e Draghi hanno messo in cantiere per venerdì 14 il “tagliando” al coprifuoco. Perfino il ministro della Salute Roberto Speranza, alfiere della linea della massima prudenza, è d’accordo: «Vedremo i dati e decideremo».

La parola d’ordine però è «gradualità». «Se l’andamento dell’epidemia resterà confortante, se i ricoveri nelle terapie intensive continueranno a ridursi grazie alla diffusione dei vaccini nelle classi di età più vulnerabili e se i comportamenti dei cittadini saranno appropriati e rispettosi delle regole», spiegano fonti di governo vicine al premier, «sarà possibile posticipare il coprifuoco». Probabilmente alle 23, a partire da lunedì 17 maggio, come chiedono le Regioni. Per poi procedere alla cancellazione totale a giugno. «Azzardi però non saranno fatti e questo per rendere le riaperture irreversibili», aggiungono le stesse fonti, «ma è ovvio che Draghi non avrebbe rilanciato il turismo straniero per metà maggio, se non fosse convinto di poter accompagnare nel migliore dei modi la ripresa turistica».

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E la ripresa turistica passa, appunto, anche per un allentamento alle 23 o alle 24 del coprifuoco, che renderebbe più godibili e fruibili le città d’arte. E permetterebbe ai bar e ristoranti con tavoli all’aperto (quelli al chiuso dovranno attendere il 1° giugno, salvo possibili sorprese positive grazie al pass) di lavorare almeno fino alle 22, se non alle 23: si valuterà perciò anche un ampliamento dell’orario di apertura serale dei locali. Un terzo della spesa dei turisti stranieri, come certifica la Coldiretti, viene infatti dedicata alla tavola.
Che un allentamento del coprifuoco sia essenziale per la ripartenza del turismo, settore che pesa il 13% del Pil nazionale, è ribadito da Massimo Garavaglia: «Finché si dice ai turisti stranieri che c’è la quarantena e il coprifuoco, non prenotano. Ora la quarantena con il lasciapassare non c’è più e si sa che a breve il coprifuoco verrà rivisto, torneranno le prenotazioni», ha detto il ministro leghista al Turismo. Proprio Garavaglia, mentre al G7 di Londra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha confermato che «l’Italia lavora per accogliere i turisti stranieri superando totalmente il coprifuoco», ha annunciato che «il «lasciapassare varrà anche per i vacanzieri extra Ue». Non a caso si lavora ad ampliare l’offerta dei treni Covid-free e dei voli, dagli Usa, Covid-tested: ora ce ne sono solo 2 da New-York e Atlanta.

Quello che Garavaglia chiama lasciapassare, si chiamerà «National green pass» e, in attesa dell’arrivo del pass europeo previsto per la metà di giugno, consentirà ai viaggiatori provenienti dal resto del mondo di circolare liberamente in Italia a partire dalla seconda metà di maggio. Il pass sarà di fatto identico alle “certificazioni verdi” che già ora gli italiani devono utilizzare per spostarsi tra Regioni di diverso colore: il certificato di avvenuta vaccinazione (vale sei mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale), il certificato di avvenuta guarigione, un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti allo spostamento che, nel caso dei turisti stranieri, dovrà essere fatto nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia.
 

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