Pesaro, dalla truffa alla solidarietà:
condannata a lavorare in Chiesa

Dalla truffa alla solidarietà:
​condannata
a lavorare in Chiesa
PESARO - Dalla truffa alla solidarietà. Tentò di aprire un conto in banca con documenti falsi. Arrestata per tentata truffa, ieri la donna ha patteggiato in tribunale a Pesaro. Sconterà la pena con lavori socialmente utili in chiesa. La storia risale a fine agosto, quando i carabinieri registrarono alcuni tentativi di truffe simili. Tanto che gli inquirenti hanno pensato a un gruppo di persone pronte a colpire sul territorio. 

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Ma alla signora Nannina, residente a Santa Maria di Capua Vetere, è andata male. Si è trovata davanti un impiegato sveglio e i carabinieri. Si era presentata alla filiale Ubi Banca di Loreto di buon mattino e per aprire il conto l’impiegato le aveva chiesto documento e codice fiscale, entrambi falsi. Ma anche una busta paga, regolarmente fornita dalla signora. Ma anche quella falsa, tanto che insospettito, il bancario aveva telefonato alla ditta di pulizie.  La tentata truffa è caduta perché di fatto la signora non ha mai aperto il conto. Ma per gli altri reati l’avvocato Umberto Di Gennaro del foro di Caserta ha proposto un patteggiamento a 11 mesi e 4 giorni. Il giudice lo ha accolto, aumentandolo a 11 mesi e 10 giorni. Che dovrà scontare con lavori socialmente utili in una chiesa rionale di Santa Maria Capua Vetere, con opere legate al mondo della beneficenza e simili. Oltre al divieto di entrare a Pesaro almeno per 3 mesi.
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Mercoledì 11 Settembre 2019, 09:16 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2019 09:16

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