Bollette del gas, stangata da 107mila euro per il gestore della piscina. Il caso finisce in Regione

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Thomas Delbianco
La superboletta da 107mila euro al centro del caso

PESARO - Caro bollette, il caso Sport Village finisce all’attenzione della Regione. E la protesta si allarga a macchia d’olio: «Covid e aumenti, i danni potrebbero essere più di quelli che oggi ipotizziamo, tante imprese rischiano di chiudere», è il grido d’allarme della Confcommercio. Passo indietro: Sport Village, gestore dell’impianto natatorio del Parco della Pace, la piscina Berti, ha postato come caso emblematico l’ultima bolletta del gas ricevuta, ovvero oltre 107 mila euro per gli ultimi due mesi del 2021 (bimestre novembre e dicembre), da pagare a metà febbraio e la stessa scadenza (il 14 febbraio, giorno di San Valentino), suona come una beffa.

 

Di fatto, al di là dei rincari annunciati è una stangata impressionante soprattutto se paragonata agli importi di novembre e dicembre del 2019 da pagare a gennaio e febbraio 2020 (lo scorso inverno la piscina era stata chiusa per il lockdown): nel 2019/2020 per lo stesso periodo la società spese in tutto 37.722,96 euro.


Il confronto
Quell’importo astronomico (nel frattempo altre attività stanno a loro volta postando le bollette che stanno arrivando) ha segnato un solco in città, davanti alla quale ora sono diverse le voci politiche e delle associazioni che si stanno attivando affinchè arrivino aiuti e soluzioni per le imprese e attività che sono messe in ginocchio da questi rincari. Superfluo sottolineare che riscaldare un impianto come quello del Parco della Pace costa, ma il costo lievitato fa davvero impressione. E la solidarietà ricevuta fa piacere ma non basta. Il consigliere comunale della Lega Francesco Totaro ieri ha riferito la questione all’assessore regionale allo Sport Giorgia Latini, la quale lo ha informato che si stanno svolgendo incontri per andare incontro alle attività in difficoltà. «Chiedo di unire le forze sia a livello comunale che regionale per sollecitare il Governo a intervenire. Non possiamo permetterci di perdere tempo, bisogna intervenire subito», è l’appello di Totaro. 


L’appello e la rabbia
Per il segretario comunale della Confcommercio Davide Ippaso «bollette di questo tipo sono un insulto per i cittadini, si sta distruggendo il tessuto economico, industriale, commerciale, turistico, sportivo del nostro Paese, così non si può andare avanti. Tutto questo, mentre chi governa pensa alle elezioni per il Presidente della Repubblica». Sui social scorrono e diventano virale le immagini delle bollette, con importi e confronti rispetto ai pagamenti dello stesso periodo di due anni fa, prima del Covid. Il consigliere del quartiere Pantano Marcello Valdinocci (Fdi) ha mostrato come un ristoratore suo amico ha subito un aumento da 3.758 euro a 6.950 euro per le sole utenze di dicembre. Nel dicembre 2019 la bollette era di 3. 758 euro (scadenza febbraio 2020), nel dicembre 2020 la bolletta da pagare ai primi di febbraio è di quasi 7mila euro. Una rabbia acuita dal paradosso del consumo. A dicembre 2019 il ristoratore aveva consumato 18.388 kilowatt, a dicembre 2020 13.954 kilowatt, molti di meno quindi, ma il salasso è servito. «Aziende e famiglie - spiega Valdinocci - sono tutte nella stessa situazione. Fino a quando si riuscirà a resistere?». Il direttore Confcommercio Pesaro-Urbino Amerigo Varotti parla di «una situazione grave e pesante, accanto alle difficoltà legate al Covid e alle decisioni del Governo molto restrittive che non hanno eguali in altri paesi europei. Abbiamo ridotto le città a un vuoto, poca gente che gira, che frequenta negozi, ristoranti». 


Il paradosso
«Questo - prosegue - a causa della diffusione della pandemia, ma anche per una paura sociologica nata con una serie di decisioni governative. Poi c’è la pesantezza della situazione economica derivante dagli aumenti spropositati della bolletta energetica, di cui ancora non c’è esatta consapevolezza, nè da parte delle imprese, nè della comunità. Alcuni provvedimenti del Governo sono poco utili, i soldi messi a disposizione per abbattere la bolletta energetica sono una goccia nel mare. Noi vediamo aumenti del 400%, aziende che preferiscono restare chiuse perchè l’apertura determina costi insopportabili. Questa situazione sta comportando la chiusura di tante attività. Il Covid e le bollette potrebbero diventare una mina che ancora oggi non riusciamo a calcolare, il rischio che tante piccole imprese chiudano per sempre».

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