Pesaro, il leader di #IoApro a processo per diffamazione: «Offese al direttore di Confcommercio»

Pesaro, il leader di #IoApro a processo per diffamazione: «Offese al direttore di Confcommercio»
Pesaro, il leader di #IoApro a processo per diffamazione: «Offese al direttore di Confcommercio»
di Luigi Benelli
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Sabato 24 Settembre 2022, 03:45 - Ultimo aggiornamento: 10:52

PESARO - Il leader di #IoApro Umberto Carriera a processo per diffamazione nei confronti di Amerigo Varotti, direttore della Confcommercio. L’udienza è iniziata ieri con un semplice rinvio, ma l’associazione si è costituita parte civile ed è pronta a donare l’eventuale risarcimento.

I fatti

Ma andiamo in ordine. Il fatto risale al 9 novembre 2020 quando i ristoranti e i locali erano chiusi per via delle restrizioni dovute dal covid. Carriera scrisse un post su Facebook (poi cancellato ndr) in cui diceva: «Varotti, sconosciuto ai più, anch’egli in cerca di visibilità, chiacchiera a vanvera offeso dal fatto che in sei anni il sottoscritto non si sia mai associato alla Confcommercio. Elemento, il Varotti, di un’ignoranza fuori dal comune. Anch’egli ovviamente scrive e giudica dalla sua comoda poltrona a stipendio fisso». Frase ritenuta offensiva dal direttore che ha querelato Carriera e si è arrivati al processo. Ieri il ristoratore era presente in aula, ma ha dovuto chiedere un rinvio per un legittimo impedimento del suo avvocato Federico Bertuccioli. Carriera sottolinea: «Varotti si é sentito offeso da un mio post di quasi due anni fa, in cui scrivevo che lui e tutte le associazioni di categoria sono da chiudere. Ritengo e confermo due anni dopo, che le associazioni di categoria andrebbero immediatamente chiuse, perché estremamente politicizzate ed inutili. Centinaia di migliaia di piccoli commercianti in quel periodo erano in difficoltà a causa delle assurde restrizioni che venivano imposte. La Confcommercio Marche Nord iniziò una battaglia mediatica nei miei confronti: l’unico imprenditore pesarese che non ha abbassato la testa, mentre gli altri abbassavano le serrande».

Il risarcimento

Dall’altra parte, a tutelare Varotti in sede civile, l’avvocatessa Cinzia Fenici. Il direttore della Confcommercio anticipa le sue intenzioni: «Non ho mai conosciuto Carriera, abbiamo chiesto un risarcimento simbolico di circa 3000 euro. Qualora dovessimo vincere la causa legale e ottenere la somma, la gireremo a tutti quegli imprenditori, commercianti, baristi che si videro arrivare le lettere in cui Carriera minacciava di querelarli per diffamazione e portarli in tribunale qualora non gli avessero dato una somma a titolo risarcitorio dei commenti fatti sui social. Questa è la nostra intenzione» chiude Varotti. Nei prossimi mesi Carriera dovrà affrontare ben 6 processi. Tra i casi si annoverano quello contro Conte, Draghi, Speranza per varie diffamazioni. Poi il caso nei confronti del commissario di polizia Paolo Badioli. Infine quello in cui viene accusato di simulazione di reato per la frase che aveva rilanciato sui propri canali social. «Se domani apri ti facciamo male. Sappiamo dove va all’asilo tuo figlio».
 

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