PESARO Fumata nera per l'ex Cif, un simbolo di degrado all'ingresso sud della città,

Sabato 23 Ottobre 2021

PESARO Fumata nera per l'ex Cif, un simbolo di degrado all'ingresso sud della città, in via Kolbe. Lo stabile da tempo in abbandono è stato messo all'asta giovedì scorso, 21 ottobre. Ma non è pervenuta nessun offerta per il complesso che andava all'asta suddiviso in due lotti: nessuna offerta per entrambi. Ma non si demorde. Il curatore, l'avvocato Danilo Del Prete bandirà una seconda asta, a inizio del prossimo anno, indicativamente a gennaio, a cavallo tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, sperando in qualche interessamento. Il complesso è suddiviso su due lotti: il primo è l'ex colonia, il secondo riguarda il blocco retrostante della casa di riposo Villa Speranza. Per il lotto 1, ex Cif colonia marina, immobile di superficie commerciale pari a 2243 metri quadrati il prezzo base era stato fissato a un milione e 89 mila euro, con un'offerta minima di 816.750 euro e un rialzo minimo di 5.000 euro. Per il secondo lotto riguardante Villa Speranza, immobile esteso per una superficie commerciale di 1108 metri quadrati, si partiva da una base di 567mila euro. Ma in assenza di offerte non è detto che la cifra non venga ridimensionata come è successo per l'hotel Cruiser che, dopo diverse aste andate a vuoto, è un ribasso fino al 40% dell'offerta iniziale, nell'ultima asta a inizio settimana ha finalmente trovato un acquirente. Ma a differenza del Cruiser la situazione del Cif è più compromessa. Il complesso dell'ex Cif è un edificio costruito a suo tempo con specifiche esigenze funzionali (colonia) nel quale il piano terra era adibito a spazi ricettivi e di amministrazione, il piano seminterrato alla refezione ed ai servizi annessi, i piani superiori all'ospitalità. L'ex Cif è stato aperto a cavallo tra gli anni 50 e 60, Villa Speranza all'inizio degli anni'70. Prima di essere messo all'asta sono state fatte anche dei sopralluoghi e delle perizie tecniche da parte degli incaricati del Tribunale dove è stato rimarcato lo stato di abbandono del complesso, evidenziando anche come il degrado sia ormai in fase talmente avanzata da propendere per una demolizione totale dell'immobile con successiva ricostruzione.
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