Chi è Matteo Lepore, nuovo sindaco di Bologna. Le sue prime parole: «M5S stia con i progressisti»

Lunedì 4 Ottobre 2021
Elezioni sindaco Bologna 2021, Matteo Lepore doppia Battistini. Il comune resta al centrosinistra

Il dopo Virginia Merola sarà ancora di centrosinistra. Sarà Matteo Lepore, candidato dell'alleanza Pd-Movimento 5 Stelle, il nuovo sindaco di Bologna: la sua è una vittoria netta, conn una percentuale superiore al 60%, oltre il doppio rispetto al suo sfidante Fabio Battistini, candidato del centrodestra.

 

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Nel giorno di San Petronio, patrono di Bologna, Lepore ha aspettato i risultati proprio nella basilica di San Petronio per partecipare alla messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi. Il neosindaco ha preso posto tra i banchi della chiesa, in seconda fila, dietro a Virginio Merola, primo cittadino uscente, in fascia tricolore.

 

«Ora M5S scelga di stare con i progressisti»

 

«Voglio ringraziare il Movimento 5 Stelle, ha passato un momento di travaglio, ma non ha mai avuto dubbi di stare dalla parte progressista. Mi auguro scelga da che parte stare, è un'ottima ragione per fare questa scelta anche nel resto del Paese», le prime parole di Lepore, sostenuto anche da un'ampia coalizione, tra cui anche il M5s. «Quella di oggi è ufficialmente la vittoria della città più progressista d'Italia, la vittoria della politica del noi, che abbiamo costruito dopo oltre un anno e mezzo di campagna elettorale, attraversando la pandemia, attraversando tutti i quartieri di questa città, che è una città straordinaria che ha saputo uscire da una guerra, ha saputo affrontare le stragi fasciste su tutte quella del 2 agosto, ha saputo ricostruire anno dopo anno sulle macerie che il nostro paese si era ritrovato». «Con questo voto diciamo ai giovani italiani che siamo pronti a tornare a essere Bologna, la città più progressista d'Italia, quella della quale il nostro Paese davvero può essere orgoglioso».

 

Chi è Matteo Lepore, nuovo sindaco di Bologna

 

Sia i suoi sostenitori, sia i suoi avversari concordano su un fatto: da dieci anni Matteo Lepore si preparava a diventare sindaco di Bologna. Il percorso per ottenere la nomination del centrosinistra, non è stato semplice, con numerosi avversari interni. Fino allo scorso 20 giugno quando ha vinto le primarie contro Isabella Conti, candidata di Italia Viva che aveva raccolto anche numerosi sostenitori dalle fila del Pd. Da quel momento ha messo insieme una coalizione molto vasta e la sua elezione a sindaco non è mai apparsa in dubbio.

 

Matteo Lepore compirà 41 anni fra una settimana e da dieci anni fa parte della giunta di Virginio Merola. Strettissimo collaboratore del sindaco, ha ricoperto varie deleghe, fra cui, negli ultimi anni, quelle di cultura e turismo. Da tempo gli è stata cucita addosso l'etichetta del 'delfinò, del successore naturale, ma anche del 'sindaco ombrà. È stato infatti un assessore 'pesantè della giunta Merola e ha legato il suo nome soprattutto al boom del turismo che nell'ultimo decennio ha cambiato un pò il volto alla città.

 

Fra i suoi sponsor illustri, soprattutto in questa campagna elettorale, oltre al sindaco Merola e al segretario del Pd Enrico Letta, c'è stato Romano Prodi, che gli ha concesso di usare il nome di 'Nuova fabbrica del programmà per il suo cantiere elettorale. «Fare di Bologna la città più progressista d'Italia» è stato lo slogan della sua campagna elettorale. Nei prossimi giorni presenterà la squadra che, come ha annunciato lui stesso, terrà conto del fatto che è automaticamente alla guida anche della città metropolitana, ovvero la provincia di Bologna, che va dagli Appennini alla pianura imolese.

 

Da sempre iscritto al Pd, sostenitore nell'ultimo congresso di Nicola Zingaretti, ha relazioni strette con la lega delle cooperative (per la quale ha lavorato prima dei suoi incarichi amministrativi), ma anche con Arci, con il movimento delle Sardine e con alcuni centri sociali, cosa che gli ha creato numerose discussioni con l'ala più moderata del partito. È considerato un esponente della sinistra del partito, guardato con simpatia anche dall'area politica che si trova alla sinistra del Pd. In compenso ha molti avversari interni: la corrente Base riformista, infatti, dopo aver osteggiato in tutti i modi la sua candidatura, ha ritirato i propri candidati dalla lista del Pd, dopo l'esclusione dell'altro assessore, Alberto Aitini, che più di ogni altro aveva osteggiato la sua candidatura.

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