Ucraina, l'allerta nucleare non ferma il negoziato: oggi i primi colloqui Mosca-Kiev. Zelensky: «Non ci credo ma proviamo»

Gli aggiornamenti minuto per minuto sul conflitto

Ucraina, diretta. Lukashenko: «Le sanzioni spingono la Russia verso la guerra nucleare». Ultimatum di Mosca a Kiev: risposta sui negoziati entro le 13
Ucraina, diretta. Lukashenko: «Le sanzioni spingono la Russia verso la guerra nucleare». Ultimatum di Mosca a Kiev: risposta sui negoziati entro le 13
di Cristiana Mangani
23 Minuti di Lettura
Domenica 27 Febbraio 2022, 07:18 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 14:12

I colloqui tra Russia e Ucraina ci saranno, anche se le aspettative sono molto basse. Vladimir Putin evoca lo spettro delle armi nucleari, muove i mezzi tattici e lo fa a insaputa dei suoi stessi generali. Lo zar vuole stravincere all’incontro che si svolgerà questa mattina tra delegazioni dei due paesi a Gomel, località al confine con la Bielorussia. Non si aspettava un’Ucraina così agguerrita e motivata, ha potenziato le sue truppe, e ha circondato Kiev nel tentativo si sfinire la resistenza. La trattativa sarà durissima e non fermerà i combattimenti. «Siamo accerchiati - avrebbe detto il sindaco della capitale, Vitaly Klitchko (poi smentendo) -. Non possiamo evacuare i civili». A Kiev ormai tutto scarseggia, dal cibo ai medicinali all’ossigeno negli ospedali. La battaglia sembra ormai a un punto di non ritorno, e in pochi credono in un accordo per un cessate il fuoco. Anche il ministro degli Esteri, Di Maio, e l’ambasciatore cinese Fan Xianrong, dicono che è impossibile evacuare i propri cittadini dal paese e dalla capitale. Sono duemila gli italiani presenti in Ucraina e soltanto una ventina sono rientrati dopo l’appello della Farnesina.

 

L'ultimatum

In questo scenario, il negoziato parte in salita. È stata Mosca a dare la notizia del possibile colloquio lanciando, però, contestualmente un ultimatum al governo ucraino: «La delegazione russa aspetterà fino alle 15 (le 13 di ieri in Italia). Se non avrà una risposta entro quell’ora - ha spiegato il parlamentare Leonid Slutsky - l’Ucraina sarà responsabile dei prossimi eventi». La minaccia viene considerata dagli analisti un nuovo modo per il Cremlino di provare a mettere con le spalle al muro la controparte e a fiaccarne il morale. Ma è un fatto talmente grave che Usa e Francia hanno chiesto ai loro connazionali di lasciare la Russia. In pochi credono a una riuscita delle trattative, anche perché le condizioni che Putin vorrebbe per l’Ucraina sono durissime: il paese deve impegnarsi a non entrare nell’Ue e nella Nato, deve attuare il completo disarmo e la «finlandizzazione», ovvero la neutralità.


Una scena già vista, un ritorno al 2014, agli accordi di Minsk, ai quali si era arrivati dopo incontri avvenuti all’interno della villa di Lukashenko, il presidente bielorusso fedelissimo dello zar di Mosca. Ieri sempre Lukashenko ha stuzzicato Zelensky, visto che il presidente ucraino avrebbe voluto che il colloquio si svolgesse altrove, a Varsavia, Bratislava, Budapest, Baku, Istanbul. Ma almeno Zelensky è riuscito a ottenere che avvenga senza precondizioni sul confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat. Lukashenko, poi, ha assunto la responsabilità di garantire che «tutti gli aerei, gli elicotteri e i missili di stanza sul territorio bielorusso rimarranno a terra durante il viaggio, l’incontro e il ritorno della delegazione ucraina».
Nello stesso momento Putin ha dato l’ordine di mettere in stato d’allerta le forze di deterrenza, al quale, comunque, ha risposto indirettamente il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba: «Il paese - ha dichiarato - non cederà un centimetro del suo territorio. Andiamo lì per ascoltare cosa vuole dire la Russia, andiamo senza accordi preliminari sui risultati dei negoziati. Continueremo a sconfiggerli nei territori che hanno preso sotto il loro controllo e se il risultato dei colloqui non sarà la pace, allora voglio chiarire che non cederemo un solo centimetro del nostro territorio».

Il voto

Il livello di allerta è altissimo, al punto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha deciso con 11 voti a favore, uno contrario (la Russia), e 3 astenuti (tra cui la Cina) di convocare una rara sessione speciale di emergenza dell’Assemblea generale. Una decisione presa solo sette volte nella storia, l’ultima delle quali nel 1982. La riunione si svolgerà entro oggi. «Crediamo che la priorità principale ora sia che tutte le parti abbiano la forza necessaria per evitare che la situazione in Ucraina peggiori ancora», ha commentato l’ambasciatore cinese all’Onu, Zhang Jun. E il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato: «Viviamo una svolta epocale nella storia, il mondo non sarà più lo stesso». Intanto, gli ucraini continuano a non mollare e, secondo le intelligence occidentali, stanno mettendo in difficoltà i militari russi rendendogli impossibile l’approvvigionamento di carburante e di cibo. La scorsa notte è stata lunghissima. Kiev è stata accerchiata, dopo che durante la giornata sono stati colpiti anche i quartieri più residenziali e centrali: Solomenka e Troyeshchyna. La pista dell’aeroporto internazionale Sikorsky è stata disseminata di ostacoli, probabilmente per impedire l’atterraggio delle forze russe. E la stessa Mosca ha ammesso per la prima volta che ci sono stati «morti e feriti» tra i suoi militari e che alcuni soldati sono stati catturati. La Difesa ha aggiunto anche di aver distrutto, dall’inizio della guerra, 254 carri armati e veicoli corazzati ucraini, 31 aerei, 46 lanciarazzi multipli, 103 cannoni e mortai, 164 veicoli speciali e 975 infrastrutture militari.

La scarcerazione

Sempre ieri il governo ucraino ha deciso di rilasciare dalle carceri e dai centri di custodia cautelare, ex militari pronti a difendere il paese. L’ex comandante del battaglione di volontari “Donbass”, Semyon Semenchenko, è già stato rilasciato dal centro di detenzione preventiva dopo un decreto sul rilascio dei prigionieri durante la legge marziale. La battaglia è infuriata a Karkhiv, dove un gruppo di sabotatori russi è stato catturato dalla guardia nazionale ucraina mentre tentava di introdursi all’interno in una base militare. Anche la città di Sumy è sotto pesanti bombardamenti. Berdyansk è ormai in mano ai russi. Anche se la popolazione civile continua a essere parte attiva nella guerra: girano video, scattano foto e segnalano la presenza russa in zona in ogni modo.

 

 

Sanzioni, Russia fuori dallo Swift: la decisione di Ue e Usa. Stop a passaporti d'oro degli oligarchi

Ucraina, la guerra dei bambini: dalle terapie intensive neonatali nei bunker ai «giochi-bomba» dagli aerei russi

Ucraina, la diretta

Ore 23.57 - «Questa guerra è responsabilità di Vladimir Putin». Lo afferma il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sottolineando che le nuove dichiarazioni di Putin sul nucleare si vanno ad aggiungere alla «retorica aggressiva» delle ultime settimane. «È una retorica aggressiva», aggiunge Stoltenberg.

Ore 23.47 - Il rublo sotto pressione perde quasi il 20% nei confronti del dollaro, scendendo a nuovi minimi in seguito alle sanzioni imposte alla Russia per l'invasione in Ucraina.

Ore 23.20 - Immagini satellitari sulla Cnn mostrano una colonna di mezzi russi a circa 60 km da Kiev. Sono state fornite dall'azienda specializzata Maxar che ha identificato carri armati, autobotti per il carburante e unità di artiglieria. La colonna che si snoda sulla strada P-02-02 - che porta alla capitale - si trova nei pressi di Ivankiv ed è lunga quasi 5 chilometri.

 

Ore 22.13 - Oleksandr Svidlo, sindaco ad interim della città di Berdyansk, sulla costa meridionale dell'Ucraina, ha affermato che le forze russe sono entrate e hanno preso il controllo della città. Berdyansk, che ha una piccola base navale, ha una popolazione di circa 100.000 abitanti. Lo riferisce la Cnn, precisando che Svidlo ha postato un messaggio ai residenti della città sulla sua pagina Facebook in cui diceva che «soldati dell'esercito russo ci hanno informato che tutti gli edifici amministrativi sono sotto il loro controllo».

Ore 22.05 - Almeno 352 civili ucraini, tra cui 14 bambini, sono stati uccisi dall'inizio dell'invasione russa. È il nuovo bilancio fornito dal ministero della Salute di Kiev, secondo cui i feriti sono 1.684, tra cui 116 bambini.

Ore 21.47 - Convocata assemblea emergenza Onu. Di fronte alla crisi dell'Ucraina il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha deciso con 11 voti a favore, uno contrario (la Russia), e 3 astenuti (tra cui la Cina) di convocare una rara sessione speciale di emergenza dell'Assemblea Generale, mossa avvenuta solo sette volte nella storia, l'ultima delle quali nel 1982. La riunione dell'Assemblea si deve tenere entro le prossime ventiquattr'ore.

Ore 21.31 - Il sindaco di Kiev, Vladimir Klitchko, ha smentito sul proprio canale Telegram che la città sia circondata. Inizialmente il primo cittadino, intervistato dall'Associated Press, aveva detto che «tutte le strade sono bloccate, siamo circondati». In serata, però, ha diffuso un messaggio in cui spiega che «gli organi d'informazione russa stanno diffondendo notizie in cui io dico che Kiev sarebbe circondata e che l'evacuazione delle persone sarebbe impossibile». «Non credete alle bugie - ha concluso - Fidatevi solo delle informazioni che arrivano da fonti ufficiali. Stiamo uniti, l'Ucraina vincerà!». Le dichiarazioni di Klitchko continuano però ad essere riportate sul sito dell'agenzia AP, che presenta appunto il colloquio con il sindaco come un'intervista.

Ore 21.12 - «Disconnettere il sistema finanziario di un Paese molto inter-collegato con gli altri nel mondo non può essere fatto da un giorno all'altro. Crediamo che si debbano tenere aperte delle possibilità finanziarie perché si possano mandare soldi alle famiglie o pagare cose che sono necessarie. Non vogliamo fare lo stesso errore fatto con l'Iran». Lo ha detto Josep Borrell rispondendo a chi gli chiede i motivi per cui non saranno incluse tutte le banche russe nella misura che espelle Mosca da Swift. «Il numero di banche lo vedrete domani quando il provvedimento verrà pubblicato. Stiamo lavorando per essere pronti per domani mattina».

Ore 21.03 - Ucraina denuncia Russia all'Aja. «Genocidio». Volodymyr Zelensky va dritto al punto e accusa senza giri di parole l'invasore russo. Davanti alla Corte internazionale di giustizia, Kiev ha presentato una denuncia formale contro Mosca, accusata di «pianificare atti di genocidio» in Ucraina. All'alba della quarta giornata di guerra, il presidente ucraino torna davanti alle telecamere, ancora una volta in mimetica, ancora una volta con sguardo fiero rivolto verso il suo popolo. Parla di una «notte dura», durante la quale l'esercito russo ha sparato sulle abitazioni. «Gli attacchi alla popolazione civile e alle infrastrutture - le sue parole - hanno le caratteristiche di un genocidio e meritano un tribunale internazionale». Poi l'ennesimo appello alle forze democratiche del mondo: «Unitevi alla guerra contro la Russia».

Ore 21.00 - «Domani nel Consiglio di sicurezza dell'Onu ci sarà un'importante iniziativa su una tregua umanitaria. Chiediamo un cessate il fuoco» in Ucraina «per riuscire ad evacuare donne e bambini». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio a "Che tempo che fa".

Ore 20.59 - «Temiamo che la Russia non si fermi all'Ucraina e l'influenza russa possa espandersi sui Paesi vicini, la Moldavia e la Georgia, e avere un impatto sui Balcani occidentali». Lo ha detto in conferenza stampa l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell spiegando che presto si recherà in Moldavia.

Ore 20.55 - «Questa guerra ha un nome e un cognome: Vladimir Putin». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Che tempo che fa. «C'è una società civile russa che sta protestando nelle piazze dove è vietato anche facendosi manganellare, a sostegno dei fratelli ucraini - ha sottolineato -. L'Ucraina non è un luogo lontano, è Europa. Se qualcuno pensa che questa guerra non ci riguarda, si sbaglia. Se non fermiamo Putin con la diplomazia, ma anche con le sanzioni, il prossimo Paese potrebbe essere un altro Paese dell'Europa».

Ore 20.15 - «Non riconosceremo alcuna acquisizione militare della Russia in Ucraina»: lo afferma in un comunicato il G7, spigando che non sarà riconosciuto alcun cambiamento di statuto.

Ore 20.09 - «L'Ucraina è una di noi e la vogliamo nell'Unione». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, parlando ai microfoni di Euronews.

Ore 19.48 - Kiev è circondata ed è ormai impossibile un'ulteriore evacuazione di civili. Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vladimir Klitchko, secondo quanto riporta la Cnn.

Ore 19.28 - Una nuova esplosione è stata sentita a Kiev, secondo quanto riporta la stampa locale.

Ore 19.08 - Onu: idea di guerra nucleare inconcepibile. «La sola idea di un conflitto nucleare è semplicemente inconcepibile». Lo ha detto il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric dopo che il presidente Vladimir Putin ha ordinato l'allerta del sistema difensivo nucleare russo nell'ambito della crisi con l'Occidente sull'Ucraina.

Ore 18.50 - Oms: negli ospedali ucraini manca ossigeno. L'approvvigionamento di ossigeno medico in Ucraina è pericolosamente basso a causa della crisi e le riserve bastano appena per le prossime 24 ore. A dirlo sono il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus e il direttore regionale per l'Europa Hans Henri P. Kluge. La condizione delle forniture mediche è critica per raggiungere in sicurezza coloro che ne hanno bisogno e si sta sta lavorando con i partner per stabilire un transito sicuro per le spedizioni attraverso la Polonia. L'Oms ipotizza un aumento dal 20% al 25% rispetto ai bisogni precedenti prima dell'escalation della crisi.

Ore 18.43 - Ue: si rischiano 7 milioni di profughi. «Gli sfollati dall'Ucraina verso i Paesi Ue potrebbero arrivare fino a sette milioni». Lo ha detto il commissario agli aiuti umanitari e alla risposta alle crisi, Janez Lenarcic in conferenza stampa.

Ore 18.37 - Anonymous attacca sito controllo gas russo. Nuovo attacco hacker di Anonymous contro un sito della rete di controllo del gas russo. Si tratta del Russian Linux terminal di Nogir, nel nord dell'Ossezia. «Abbiamo cambiato i dati e alzato così tanto la pressione del gas da causare quasi un incendio», si legge in un tweet dei pirati informatici. «Ma così non è stato - si aggiunge - per la rapida azione di un responsabile».

Ore 18.15 - Russia ammette: nostri soldati morti o feriti in Ucraina. L'esercito russo ha per la prima volta ammesso che suoi soldati sono stati «uccisi o feriti» in Ucraina nel quarto giorno dell'invasione, senza però fornire numeri. «I militari russi mostrano coraggio ed eroismo in combattimento nel corso dell'operazione militare speciale. Sfortunatamente, ci sono morti e feriti tra i nostri commilitoni», ha detto in tv il portavoce dell'Esercito russo Igor Konashenkov.

Ore 18.00 - Von der Leyen: sanzioni anche per Bielorussia. «Introdurremo misure restrittive» contro «i più importanti settori» dell'economia della Bielorussia. «Stop all'export di prodotti come carburanti minerali, tabacco, legname, cemento, ferro e acciaio. E sarà esteso il divieto di scambi commerciali» per quei settori sui quali «è stata sanzionata la Russia». Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Saranno sanzionati tutti i bielorussi che stanno sostenendo questa guerra», aggiunge Von der Leyen definendo Minsk «l'altro aggressore».

Ore 17.55 - Von der Leyen: stop a transazioni con banca centrale russa ed esclusione da Swift. «Stop alle transazioni con la banca centrale russa e congelamento dei suoi asset all'estero. Esclusione di importanti banche russe da Swift». Lo conferma la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen in una dichiarazione in cui sottolinea che «saranno colpiti gli asset degli oligarchi russi».

Ore 17.50 - Von der Leyen: per la prima volta Ue finanzierà acquisto armi. «Per la prima volta in assoluto l'Unione europea finanzierà l'acquisto e la consegna di armi ed equipaggi per un Paese sotto attacco. È un momento spartiacque». Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in merito allo strumento European Peace Facility con cui l'Unione finanzierà l'acquisto anche di materiale letale.

Ore 17.46 - Suonano di nuovo le sirene d'allarme a Kiev. In questi minuti stanno di nuovo suonando le sirene d'allarme a Kiev per un possibile raid russo. Lo riferiscono i media locali.

Ore 17.33 - Zelensky scettico sui negoziatiIl presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non crede a un esito positivo dei negoziati con la Russia, in programma domani. «Ma proviamo, così che nessun cittadino dell'Ucraina dubiti che io, in quanto presidente, abbia provato a fermare la guerra quando c'era ancora una possibilità, sebbene piccola», ha detto Zelensky in un video, come riporta Kyiv Independent.

Ore 17.10 - Nato: rafforziamo sostegno militare a Ucraina. «Gli alleati della Nato stanno rafforzando il loro sostegno politico e pratico all'Ucraina mentre continua a difendersi dall'invasione su vasta scala della Russia. Migliaia di armi anticarro, centinaia di missili per la difesa aerea e migliaia di armi leggere e munizioni stanno per essere inviate in Ucraina». Lo rende la Nato spiegando che «Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito e Stati Uniti hanno già inviato o stanno approvando consegne significative», mentre «l'Italia sta provvedendo a un sostegno finanziario».

Ore 17.05 - Profughi ucraini in Polonia. Sono 200mila i profughi dall'Ucraina giunti in Polonia dall'inizio della guerra. È quello che ha reso noto oggi Tomasz Praga, il comandante della Guardia di frontiera polacca. Si tratta per lo più di donne e bambini, dal momento che da giovedì scorso tutti gli uomini ucraini fra i 18 e i 60 anni sono stati chiamati a combattere per il Paese, nell'ambito della mobilitazione generale contro l'attacco russo.

Ore 16.52 - Arresti in Russia per le manifestazioniUn totale di 4.552 persone sono state arrestate dalla polizia russa nel corso delle manifestazioni di protesta contro l'invasione dell'Ucraina a partire dal 24 febbraio. Lo riporta il sito indipendente OVD-Infogruppo che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia. Solo oggi sono oltre 900 le persone fermate durante le proteste che si sono tenute in 44 città in tutta la Russia, da Mosca alla Siberia.

Ore 16.36 - Armi e aiuti in Ucraina dagli UsaGli Stati Uniti stanno accelerando la consegna di armi e aiuti all'Ucraina. Lo afferma un funzionario del Pentagono citato dai media americani.

Ore 16.30 - Pentagono: pronti a difendere gli alleati. Il Pentagono non si esprime su un possibile cambio nella strategia nucleare americana dopo che Vladimir Putin ha ordinato l'allerta del sistema difensivo nucleare russo. Gli Stati Uniti hanno «fiducia nel fatto che possono difendersi e difendere gli alleati», si limita ad affermare un funzionario del Pentagono citato dai media americani.  Gli Stati Uniti stanno cercando di capire quello che l'annuncio di Putin sul nucleare significa in «termini tangibili», spiega un funzionario del Pentagono, precisando che le forze di difesa ucraina stanno usando tattiche «creative» per ostacolare l'invasione russa. 

Ore 16.20 - Pentagono: escalation pericolosa. La mossa di Vladimir Putin sul nucleare rischia di metter in campo forze che, nel caso di un errore di calcolo, potrebbero rendere le cose molto pericolose, afferma il funzionario del Pentagono citato dai media americani. «A ogni passo di questo conflitto Putin ha fabbricato minacce per giustificare le sue azioni aggressive, L'unico motivo per cui le sue forze si trovano di fronte a una minaccia oggi è perché hanno invaso un paese sovrano, e uno senza arma nucleare. Questo è un altro passo di escalation e completamente non necessario», aggiunge.

Ore 16.00 - Domani l'incontro tra Russia e Ucraina. L'incontro delle delegazioni di Russia e Ucraina si terrà domani, 28 febbraio, a Gomel. L'obiettivo è trattare sulla risoluzione del conflitto. 

Ore 15.00 - Putin allerta il sistema difensivo nucleare.  Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato alle Forze armate di mettere in stato di massima allerta le forze di deterrenza nucleare, dopo «le dichiarazioni aggressive» da parte della Nato.

Ore 14.30 - Ucraina e Russia pronte a trattare in Bielorussia. Due delegazioni di Ucraina e Russia si stanno dirigendo a Gomel, città bielorussia al confine ucraino, per trattare la risoluzione del conflitto.

Ore 13.25 - Ucraina: campane delle chiese usate come allarmi anti-aerei. Le campane delle chiese oggi in Ucraina possono essere utilizzate come allarmi anti-aerei. A rilanciare la notizia è Risu, l'agenzia di informazione religiosa ucraina, citata dal Sir. «Importante! Le campane delle chiese possono suonare allarmi in tutta l'Ucraina. Dopo aver sentito le campane, è necessario recarsi urgentemente ai rifugi», si legge nella nota.

Ore 13.20 - Tre potenti esplosioni udite a Kiev. Tre forti esplosioni si sono distintamente sentite dal centro di Kiev nell'arco di 20 minuti. Lo ha constato l'inviato dell'ANSA a Kiev. Al momento non si hanno ancora informazioni sull'origine di questi boati, né quali danni possano aver provocato. Ma, perlomeno dalla prospettiva della zona dei palazzi del potere, si tratta senz'altro di esplosioni più potenti di quelle di ieri.

Ore 13.04 - Germania: treni gratis per ucraini in arrivo dalla Polonia. La Deutsche Bahn permetterà agli ucraini in fuga dalla guerra di viaggiare gratis sui treni verso la Germania. «La Deutsche Bahn permette ai rifugiati con un passaporto o una carta di identità ucraina di viaggiare gratuitamente su tutti i treni dalla Polonia verso la Germania e fino a Berlino», dice il gruppo in una nota.

Ore 13.00 - Le forze ucraine hanno ripreso il controllo di Kharkiv e hanno cacciato le truppe russe. Lo annuncia il governatore ucraino di Kharkiv.

Ore 12.55 - Zelensky: «Ho parlato con il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Ore 12.22 - «Oltre 210 civili morti in Ucraina dall'inizio dell'invasione». Oltre 210 civili ucraini sono stati uccisi e più di 1.100 sono rimasti feriti dall'inizio dell'invasione russa nel Paese: lo ha reso noto oggi l'Ombudsman del governo di Kiev, Lyudmyla Denysova, secondo quanto riporta la Bbc.

Ore 12.00 - Kiev: «Inaccettabili gli ultimatum di Mosca sui negoziati». «La Russia sta cercando di mettere l'Ucraina in condizioni di ultimatum inaccettabili, che abbiamo rifiutato categoricamente molto tempo fa»: lo ha detto oggi il capo dell'ufficio del presidente ucraino, Mykhailo Podoliak, riferendosi a eventuali negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. Lo riporta Interfax. L'Ucraina, ha sottolineato, può accettare «un formato concordato (per i colloqui, ndr), una sede concordata, un contenuto reale e un risultato equo», ma solo se la Russia interromperà le manipolazioni su questi colloqui.

Ore 11.50 - Ultimatum di Mosca a Kiev: «Risposta sui negoziati entro le 13». Ultimatum di Mosca a Kiev sui negoziati in Bielorussia per porre fine alla guerra: la delegazione russa aspetterà quella ucraina fino alle 15 di oggi ora di Mosca (le 13 in Italia). «Se non avrà una risposta entro quell'ora, l'Ucraina sarà responsabile dei prossimi eventi», ha detto il parlamentare russo Leonid Slutsky, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 11.40 - Onu: «64 civili uccisi in Ucraina e centinaia di feriti». Almeno 64 civili sono stati uccisi da quando la Russia ha invaso l'Ucraina e oltre 170 sono rimasti feriti, secondo un bilancio dell'Onu. In totale sono state colpite 240 persone, 64 delle quali sono morte, secondo l'Onu, inoltre i danni alle infrastrutture civili hanno privato centinaia di migliaia di persone dell'accesso all'elettricità o all'acqua. Centinaia di case, prosegue l'Onu, sono state danneggiate o distrutte, mentre ponti e strade danneggiati dai bombardamenti hanno lasciato alcune comunità tagliate fuori dai mercati.

Ore 11.33 - Italia, Germania, Austria, GB, Slovenia e altri Stati europei chiudono lo spazio aereo ai voli russi. La Germania chiude il suo spazio aereo ai velivoli russi. Lo rende noto il ministero dei trasporti tedesco. Il nuovo regime cade da domenica alle 15. Anche l'Italia chiude lo spazio aereo alla Russia. Ne dà notizia Palazzo Chigi.

Ore 11.21 - Scholz: «Al fianco dell'Ucraina, siamo dalla parte giusta della storia». Lo ha detto Olaf Scholz al Bundestag. «Dobbiamo sostenere l'Ucraina in questa situazione disperata». «Gli ucraini combattono per la libertà e la democrazia, per valori che noi condividiamo», ha aggiunto. «Ieri abbiamo deciso la consegna delle armi all'Ucraina. All'aggressione di Putin non poteva esserci altra risposta», ha continuato. Il cancelliere Scholz ha
affermato di essere ancora aperto a discutere con la Russia.

Ore 11.00 - Mosca: «Soldi al sicuro, il sistema finanziario non si ferma». «Tutti i fondi» dei clienti depositati nelle banche russe «sono al sicuro e disponibili in qualsiasi momento»: lo ha reso noto oggi la Banca Centrale russa sottolineando di avere le «risorse e gli strumenti necessari a mantenere la stabilità finanziaria e garantire il funzionamento ininterrotto del settore finanziario» del Paese. Lo riporta la Tass.

Ore 10.37 -  Di Maio presiede la riunione di coordinamento con l'ambasciata a Kiev. È in corso alla Farnesina la riunione di coordinamento presieduta dal ministro Di Maio con l'ambasciata a Kiev dopo l'ennesima notte di bombardamenti in Ucraina.

Ore 10.28 - Londra: «Conflitto potrebbe durare svariati anni». Il conflitto in Ucraina potrebbe durare «svariati anni»: lo ha detto la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss.

Ore 10.10 - Lukashenko: «Non c'è un solo soldato bielorusso, non un singolo proiettile in Ucraina». Lo ha detto il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, secondo quanto riporta la Tass. Lukashenko ha confermato di aver lanciato «due, tre attacchi missilistici dal Sud del Paese verso l'Ucraina dall'inizio del conflitto» perché Kiev «ha ammassato tre, quattro divisioni missilistiche vicino al nostro confine».

Ore 9.37 - Gazprom: «Fornitura di gas all'Europa continuerà regolarmente». Gazprom continuerà a fornire gas russo per il transito in Europa attraverso il territorio ucraino come di consueto. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce Sergey Kupriyanov, secondo quanto riporta la Tass. «Gazprom fornisce gas russo per il transito in Europa attraverso il territorio ucraino come di consueto, in conformità con le richieste dei consumatori europei - 107,5 milioni di metri cubi al 27 febbraio», ha affermato.

Ore 9.20 - Combattimenti a Bucha, colpito un palazzo. Un palazzo residenziale di Bucha è stato colpito da un missile russo, non si hanno ancora notizie su vittime o feriti. Lo riporta The Kiev Independent. A Bucha, città a circa 30 chilometri da Kiev, sono in corso pesanti combattimenti.

Ore 9.00 - Kiev: «Il mondo non credeva che avremmo resistito così». «72 ore di resistenza! Il mondo non ci credeva. Il mondo dubitava. Ma non ci siamo limitati a resistere, continuiamo con sicurezza a combattere con l'occupante russo! Abbiamo mostrato al mondo: non abbiate paura della Russia, siate forti e respingetela! Il supporto dell'Ucraina deve essere rafforzato! La vostra sicurezza dipende da noi!»: lo ha twittato questa mattina il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov.

Ore 8.41 - Delegazione russa a Gomel (in Bielorussia) per colloqui con l'Ucraina. Una delegazione russa è arrivata a Gomel, in Bielorussia per colloqui con l'Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Una delegazione composta da rappresentanti del ministero degli Esteri, del ministero della Difesa e di altre agenzie, compresa l'amministrazione presidenziale, è arrivata in Bielorussia per colloqui con gli ucraini», ha detto Peskov. «Saremo pronti per iniziare questi colloqui a Gomel», ha aggiunto.

Ore 8.10 - Si combatte nelle strade di Kharkiv. Si combatte in queste ore nelle strade di Kharkiv, la seconda principale città ucraina, che questa mattina è stata invasa dalle forze russe. Lo riporta la Bbc. Video pubblicati sui social, scrive l'emittente britannica, mostrano alcune unità russe nella città e almeno due veicoli blindati russi 'Tiger' in fiamme.

Ore 7.50 - Esplosione nel centro di Kharkiv. Un quartiere ovest del centro di Kharkiv è stato scosso questa mattina da un'esplosione: la notizia giunge dopo l'ingresso delle forze russe nella città ucraina. Lo riporta la Bbc. L'esplosione è stata avvertita dopo il suono delle sirene d'allarme nell'ultima ora.

Ore 7.30 - Mosca: «Catturati 471 soldati ucraini nella regione di Kharkiv». Le forze russe hanno catturato 471 soldati ucraini nella regione di kharkiv: lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta l'agenzia Interfax. I soldati si sarebbero «arresi volontariamente».

Ore 7.15 - Nova Kakhovka: «I russi hanno il controllo della città». Le truppe russe hanno preso il pieno controllo di Nova Kakhovka, città vicina al confine con la Crimea nella regione di Kherson. Lo rende noto la Ukrainkaya Pravda sui social. Il sindaco della città, Vladimir Kovalenko ha spiegato che i militari russi hanno sequestrato il comitato esecutivo della città e hanno rimosso tutte le bandiere ucraine dagli edifici.

Ore 6.08 - Colpito deposito petrolifero a Kiev: allarme fumi tossici. A seguito del bombardamento russo sul deposito petrolifero di Vasylkiv, alle porte di Kiev, le autorità cittadine hanno avvertito che il sito in fiamme sprigiona fumi tossici e invitato i residenti, per lo più già al riparto nei rifugi, a chiudere le finestre. Lo riferiscono i media ucraini. L'incendio è visibile anche da Kiev, a circa 40 km di distanza. I servizi di emergenza non possono spegnere le fiamme a causa del fuoco nemico e si teme un disastro ambientale.

Оперативна інформація щодо пожежі сховища з нафтопродуктами у Київській області↘️ 27 лютого приблизно о першій ночі...

Pubblicato da ДСНС України su Sabato 26 febbraio 2022

Ore 5.56 - Sirene d'allarme a Rivne e Lutsk. Le sirene d'allarme hanno risuonato in due città nel nord-ovest dell'Ucraina, Rivne e Lutsk, poco prima delle 6 di mattina ora locale. Lo riferisce la Bbc. I cittadini sono stati invitati a raggiungere un rifugio.


Ore 3.23 - Colpito sito di smaltimento rifiuti nucleari a Kiev. Le forze russe hanno colpito un sito di smaltimento di rifiuti radioattivi a Kiev. Lo riferisce il Kyiv Independent. Secondo un primo rapporto dell'Autorità nazionale per la regolamentazione nucleare dell'Ucraina, non ci sono minacce per le persone fuori dalla zona di protezione sanitaria.

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