Sanità, appalti truccati e corruzione
indagati Marini, Badiali e altri 8

Sanità, appalti truccati e corruzione
indagati Marini, Badiali e altri 8
di Maria Teresa Bianciardi
ANCONA - Trema la sanità regionale, travolta da una maxi inchiesta che mette a ferro e fuoco il sistema di appalti gestito dall’Asur Marche. Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, ma anche corruzione e traffico di influenze illecite, alcuni dei reati ipotizzati dal pm Andrea Laurino. 

Dieci gli indagati: il direttore generale dell’Asur Alessandro Marini, il sindaco di Castelplanio ed ex consigliere regionale Fabio Badiali, Fulvia Dini dirigente Asur, l’imprenditore castelfrettese Norberto Pesarini, Michele Magagna e Luigi Posadinu rispettivamente direttore generale e direttore commerciale del colosso emiliano Coopservice, altri imprenditori e manager tra cui e l’ex sindaco di Lapedona, Mauro Pieroni. Nelle scorse ore il nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza ha effettuato una serie di perquisizioni - all’Asur e nelle abitazioni degli indagati - per acquisire documenti, fatture, appunti e contenuti informatici al fine di ricostruire i legami tra politici, amministratori e imprenditori.


Nel mirino l’assegnazione in corso del mega appalto da 200 milioni per le pulizie di tutte le aziende sanitarie della regione, ma anche l’affidamento del servizio lava-nolo dell’Area vasta 3 (Macerata), la gestione della ristorazione scolastica e assistenziale di Jesi e del servizio anticendio delle strutture ospedaliere di Fabriano. L’inchiesta, che per la gara principale fa riferimento a un periodo recentissimo - tra gennaio scorso e fino ai primi di luglio - si concentra sulla gara pubblica dell’appalto milionario per le pulizie sanitarie e ipotizza che il direttore generale Asur Marini, assieme a Badiali, Pieroni, Magagna e Posadinu abbiano pianificato una serie di strategie per agevolare la Coopservice e garantirle l’aggiudicazione della gara dietro la promessa di denaro e altre utilità.

Il dg inoltre è indagato con la dirigente Fulvia Dini (come responsabile unico del procedimento per la ristrutturazione dell’area ex Umberto I) poiché avrebbe predisposto una gara fittizia al fine di giustificare l’erogazione di 39mila euro a un legale per consulenze fornite all’Asur e in assenza di un atto amministrativo. Nel mirino anche mille euro consegnati dai manager della Serenissima ristorazione (Luciano Facchini, ex Cda Coopsette e Sergio Venditti) al neosindaco di Castelplanio.

Ufficialmente erano il contributo per la campagna elettorale da poco conclusa, in realtà - secondo l’accusa - quei soldi erano il prezzo della mediazione per modificare i requisiti del bando di gara per il servizio di ristorazione scolastica e assistenziale del Comune di Jesi che consentiva la partecipazione alla gara a società riconducibili proprio a Facchini e Venditti. Marini dovrà rispondere anche del caso del novembre 2015: avrebbe affidato il servizio lava-nolo dell’Area Vasta 3 (alla Servizi ospedalieri Spa e Servizi Italia Spa) senza gara pubblica mentre invece in tempi recentissimi si sarebbe fatto convincere da Alessandro Pedone (Gruppo servizi associati) a modificare il criterio dell’offerta per il servizio antincendio delle strutture ospedaliere di Fabriano.
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Giovedì 18 Luglio 2019, 04:05 - Ultimo aggiornamento: 18-07-2019 22:35

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