Arriva l'ok del tribunale: aeroporto salvo
Ceriscioli: «E adesso lo sviluppo»

Martedì 9 Luglio 2019 di Martina Marinangeli
ANCONA - Aerdorica è ufficialmente salva e ora l’aeroporto può finalmente volare ad ali spiegate verso il rilancio. Nella lunga e tortuosa corsa a ostacoli per scongiurare il fallimento, la società gestore del Sanzio era già riuscita, negli ultimi mesi, a inanellare una serie di inaspettati successi uno dopo l’altro, e ieri è arrivato il sigillo definitivo del Tribunale di Ancona, che ha emesso il decreto di omologazione del concordato. L’ultimo tassello del puzzle che mette la parola fine, e in positivo, alla procedura di salvataggio di Aerdorica.
«È un grande giorno per la nostra regione», il commento a caldo del governatore Luca Ceriscioli, soddisfatto per quella che ha definito in più di un’occasione una «mission impossible».
 
E per un momento è sembrato davvero che la società fosse destinata al crac, gravata da un debito di 40 milioni di euro accumulato in anni di gestioni non sempre brillanti - e in alcuni casi anche poco trasparenti - un’istanza di fallimento fatta dalla Procura della Repubblica a tutela dei soldi pubblici il 2 gennaio 2017 e un iter per la salvezza tutto in salita, tra la complicata istruttoria Ue per l’aiuto di Stato e un bando di gara per trovare un socio privato in prima battuta andato deserto. Oggi, invece, è il giorno dell’esultanza e il primo a farlo è l’amministratore unico di Aerdorica, Carmine Bassetti, uomo del fondo anglo-svedese Njord che diventerà amministratore delegato una volta completato lo step della privatizzazione: «siamo sempre stati fiduciosi sull’esito del percorso e pure i colleghi di Londra (dove fa base Njord, ndr) hanno espresso soddisfazione per la notizia, anche se raggiungere l’obiettivo è stato faticoso. Ora si apre la nuova fase, che è quella dello sviluppo». Il decreto di omologa firmato dal collegio di giudici guidato da Pierfilippo Mazzagreco - riunito nella Camera di Consiglio della seconda sezione civile lo scorso 5 luglio - ribadisce anche quelli che sono gli adempimenti di cui Aerdorica deve ora farsi carico, stabiliti nel piano concordatario e richiesti dalla Commissione europea. Tra questi ultimi, compaiono l’affidamento a terzi della fornitura di servizi di assistenza a terra, attualmente interni, con l’obiettivo di conseguire risparmi per 3 milioni di euro (1,7 milioni derivanti da riduzione dell’orario di lavoro, turni spezzati ed eliminazione indennità e 1,3 derivanti dai risparmi sui costi legati all’outsourcing dei servizi di assistenza a terra) e l’impossibilità di aprire nuove rotte sovrapposte con quelle del vicino aeroporto di Rimini durante tutto il periodo della ristrutturazione. 
Inoltre, entro 60 giorni, Aerdorica dovrà ripagare i creditori - privilegiati e chirografari - che con percentuali bulgare hanno dato l’ok al concordato. «Si è chiusa la procedura di salvataggio e il controllo di verifica della fattibilità giuridica ed economica ha avuto esito positivo - spiega Ceriscioli -. L’aeroporto ora guarda al futuro con grande fiducia. L’ultimissimo passaggio è l’ingresso di Njord Partners, tramite la controllata Njord Adreanna, come socio di maggioranza della società di gestione dello scalo. Continueremo a concentrare il nostro impegno sugli strumenti che servono per raggiungere l’obiettivo di salvaguardare, il più possibile, i livelli occupazionali». © RIPRODUZIONE RISERVATA