Marche in zona bianca da lunedì ma Acquaroli chiede attenzione: «Occhi aperti, sempre»

Sabato 19 Giugno 2021 di Martina Marinangeli
Francesco Acquaroli

ANCONA  - Ora è ufficiale: da lunedì le Marche passeranno in zona bianca. Ieri è arrivata la conferma dal ministero della Salute e la nostra regione scenderà nella fascia di rischio più bassa insieme a Sicilia, Toscana, Calabria, Basilicata, Campania e Provincia autonoma di Bolzano, andando ad aggiungersi al resto dei territori italiani che già dalle scorse settimane erano riusciti a centrare l’obiettivo più ambito. Resta fuori dal novero solo la Valle d’Aosta, che dovrà rimanere in giallo per altri sette giorni. 

 

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Dopo tre settimane con il tasso d’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, dunque, anche nelle Marche saranno allentate le misure restrittive: addio al coprifuoco – che comunque era previsto sparisse dal 21 giugno su tutto il territorio nazionale -, nessun limite al numero di commensali nei tavoli esterni dei ristoranti, mentre è fissato a sei quello massimo all’interno, visite a parenti ed amici in libertà e discoteche aperte, ma solo in “modalità bar”, con divieto di ballare. «Negli ultimi sette giorni in particolare abbiamo avuto numeri molto bassi – sottolinea il governatore Francesco Acquaroli –. Quattro settimane fa, abbiamo solo sfiorato il dato da zona bianca, e questo ci ha portato ad essere tra le ultime regioni in Italia a passare in questa fascia. Ora ci siamo, però dobbiamo continuare ad essere attenti perché ancora il virus, seppur in minima parte, sta circolando».

Nel monitoraggio settimanale condotto dall’Osservatorio epidemiologico regionale, tra l’11 ed il 17 giugno il tasso d’incidenza marchigiano si è assestato su 10,9 casi ogni 100mila abitanti. Con i 60 casi complessivi totalizzati in quei sette giorni, la provincia di Macerata guida la classifica con un tasso di 19,5, seguita a distanza dall’Ascolano a 9,7 (20 i positivi individuati). Nel Pesarese l’incidenza si ferma a 7,6 e scende ulteriormente nell’Anconetano, a 6,2. 

Nelle due province più popolose, dall’11 al 17 giugno sono stati registrati rispettivamente 27 e 29 nuovi casi. Chiude l’elenco il Fermano con un tasso di appena 5,2 (9 positivi in sette giorni). In ogni caso, tutti i territori sono ben lontani dalla linea rossa rappresentata dai 50 casi ogni 100mila abitanti. La conferma di un quadro epidemiologico in netto miglioramento la restituisce anche il monitoraggio settimanale condotto dall’Istituto superiore di sanità, che nel report pubblicato ieri parla di una classificazione complessiva di rischio «bassa» nelle Marche, con un indice Rt puntuale pari a 0,81 (CI: 0.66-0.96).

L’immagine plastica della ritirata del virus la danno in particolare le strutture ospedaliere, con i reparti Covid quasi del tutto svuotati ed il piano pandemico tornato alla fase 1. A ieri, i ricoveri si assestavano sui 44 pazienti, quattro in meno rispetto al giorno precedente. Dato a cui si aggiungono i cinque dimessi. Invariata la situazione delle terapie intensive, che in tutta la regione ospitano otto degenti, distribuiti tra l’azienda ospedaliera di Torrette (tre, di cui uno a Pediatria), quella di Marche Nord con tre ricoverati, il Covid Hospital di Civitanova (un solo letto occupato in Rianimazione) e l’ospedale di San Benedetto (un degente). Calano di una unità le semi intensive, ieri a 12 ricoverati (cinque a Marche Nord e sette al Covid Hospital), mentre fa segnare un -3 l’area medica: 24 pazienti, di cui 14 nel reparto Malattie infettive di Torrette e 10 in quello dell’ospedale di Fermo. Nonostante un quadro nel complesso positivo, anche ieri c’è stato un decesso causato dal Covid: un uomo di 79 anni con patologie pregresse, ospite nella Residenza Valdaso.

 

Ultimo aggiornamento: 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA