Gegè di Cavalieri, il tocco di qualità. L’eccellenza del Verdicchio di Matelica

Giovedì 6 Gennaio 2022 di Andrea Fraboni
Una vigna di Verdicchio

ANCONA - Protagonisti della nuova stagione del Verdicchio di Matelica. Una storia di agricoltura che nasce nei primi anni del ‘900 presso il podere Cavalieri (Matelica) ma solo nel 1962 c’è il primo salto nella commercializzazione del vino, poi negli anni Ottanta la perentoria accelerata data alla cantina da Eugenio (Gegè per tutti) Benedetti. Ora il lavoro che continua, che cresce, che si esalta, con il lavoro di Gabriele, figlio di Gegè, con l’amore per l’uva che è lo stesso dei suoi avi.

 

La figura determinante è stata quella della bisnonna Basilia che aleggia tra le mura di questa azienda, come pure quella di Nazzareno, papà dell’indimenticabile Eugenio che ci ha lasciato l’estate scorsa. Bottiglie prodotte 30mila a seconda delle vendemmie: tre Verdicchi di Matelica (Cavalieri, Gegè e Fornacioni), un bianco Igt (La quinta femmina) e due ottimi rossi, un Marche Igt Sangiovese e un Pinot Nero. Una cantina a trazione Verdicchio. Di Matelica s’intende. Gabriele continua superbamente il lavoro di Eugenio, aggiungendo la sua visione nel fare il vino che poi vende con soddisfazione solo in Italia (in esclusiva tramite il distributore F.lli Pellegrini Spa). «Anche in questo - conferma Gabriele Benedetti - sono fuori moda, ho solo un piccolo cliente in Olanda». La prima annata della nuova generazione è del 2006. Non è un caso che si chiami Gegè, un Verdicchio di Matelica Doc ottenuto dalla vinificazione delle uve provenienti esclusivamente da uno storico vigneto. Raccolta dalla prima decade di ottobre. Il mosto di sgrondo fermenta in vasche di cemento, dopodiché viene travasato in serbatoi d’acciaio nei quali affina sulle fecce dai 15 ai 18 mesi. Il vino, dopo una leggera filtrazione, viene imbottigliato senza subire alcuna chiarifica né stabilizzazione. A Matelica, in piazza Garibaldi, c’è l’Enoteca del Corso, punto vendita aziendale frequentato in ogni stagione. Progetti? «Abbiamo impiantato un oliveto nel 2017, è in fase di allevamento». Quindi ora c’è da aspettare con ansia il primo olio targato Cavalieri.

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