In terapia intensiva 17 su 23 sono no vax. L’età media: 58 anni. Crescono i degenti con il Covid, ma i vaccini proteggono dalle forme più gravi

In terapia intensiva 17 su 23 sono no vax. L età media: 58 anni. Crescono i degenti con il Covid, ma i vaccini proteggono dalle forme più gravi
In terapia intensiva 17 su 23 sono no vax. L’età media: 58 anni. Crescono i degenti con il Covid, ma i vaccini proteggono dalle forme più gravi
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Novembre 2021, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 15:32

ANCONA - Il tasso d’incidenza è ormai abbondantemente sopra i 50 casi ogni 100mila abitanti e ieri ha raggiunto quota 72,66, con 138 nuovi positivi al Covid registrati. L’occupazione dei posti letto in terapia intensiva ha superato la soglia critica del 10%, oscillando tra il 10,5 e l’11% (ieri si assestava sul 10,58%).

Dunque in due dei tre parametri che garantiscono la permanenza in zona bianca, le Marche non hanno le carte in regola, ma «la situazione è sotto controllo ed il problema di cambiare colore non c’è», rassicura l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, precisando che «il dato sulla saturazione non tiene conto degli ulteriori 25 posti letto intensivi (in particolare tra Marche Nord e Torrette), in questo momento dedicati alla cura di altre patologie, che nell’evenienza siamo in grado di mettere in campo e che servono anche ad abbassare l’indice».


I parametri
Inoltre, per quanto concerne il terzo parametro, ovvero il tasso di saturazione dell’area medica, la linea rossa corre sul filo del 15%, e le Marche sono abbondantemente sotto (ieri al 7% circa). Gli ulteriori posti nelle Rianimazioni che andrebbero ad aggiungersi ai 212 già attivati, non contemplano la riapertura del Covid Hospital di Civitanova, che «resta a disposizione di un’eventuale emergenza ma, grazie ai vaccini, non credo che questa evenienza si possa presentare. Probabilmente, nei prossimi mesi si presenterà il problema di come smantellare questa risorsa». Per il momento, in effetti, la situazione dei ricoveri è tutto sommato stabile, ed il bollettino di ieri ne contava 92 in totale, di cui 23 in terapia intensiva (-1 sul giorno precedente), 27 in semi intensiva e 42 nei reparti ordinari (si riducono a quattro, invece, i degenti in attesa nei pronto soccorso). L’età media oscilla tra i 50 ed i 60 anni e, nello specifico, si aggira sui 58 anni nelle Rianimazioni e sui 59,4 nei reparti non intensivi, mentre scende a 51 in quelli semi intensivi.


Le ospedalizzazioni
Diverse sono anche le percentuali di degenti vaccinati tra i vari reparti. Se in terapia intensiva sono solo sei su 23 (ovvero il 26%, uno su quattro), nella semi intensiva si raggiunge il 33% (nove su 27, ovvero uno su tre), mentre nei reparti non intensivi siamo oltre la metà: 22 dei 42 ricoverati totali sono vaccinati (il 52%). L’inversione di proporzione è il segno evidente che la vaccinazione protegge dalle forme più gravi della malattia. Inoltre, nel rispondere ad un’interrogazione del Pd in Consiglio regionale, Saltamartini ha precisato che si tratta per lo più di pazienti con gravi patologie, soprattutto tra quelli che sono finiti in Rianimazione. Nel frattempo, le Marche hanno anche scritto all’Aifa per sollecitare l’utilizzo delle pillole anti Covid anche in Italia. «La cura anti Covid non può sostituire la vaccinazione - ha precisato l’assessore -, ma noi siamo pronti ad acquistarla». 


I nuovi positivi
In questo quadro, continua però a crescere il numero progressivo dei decessi, che ieri è aumentato di tre unità. Le vittime sono due donne del Fermano – di 89 e 91 anni -, ospiti della residenza Valdaso a Campofilone, ed un uomo di 70 anni residente a Serra De Conti, deceduto a Marche Nord. Quanto alla distribuzione del contagio, dei 138 nuovi casi individuati attraverso l’esecuzione di 2182 tamponi, 53 si collocano nella provincia di Ancona, 29 in quella di Ascoli, 20 nel Fermano, 15 nel Pesarese e 14 in provincia di Macerata (sette, invece, da fuori Regione).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA