Vaccini, test al lavoro senza l'incubo dei contagi. Ecco tutte le nuove regole del Green pass

Sabato 18 Settembre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Green pass al lavoro: ecco tutte le regole

ANCONA - Rimettere in moto le Marche con il Green pass: succederà dal 15 ottobre, quando entrerà in vigore il nuovo decreto governativo che estende la certificazione verde a tutti i lavoratori del pubblico e del privato, senza lasciare fuori nessuna categoria.

 

Dai professionisti alle partite Iva, dagli elettricisti ai camerieri, baristi, commesse, baby sitter, badanti, operai, magistrati.  L’obiettivo è quello di tenere fuori dalle aziende, dalle case e dagli uffici il Covid per tentare di frenare la pandemia mentre la vaccinazione continua ad andare avanti.

Una mole innumerevole di lavoratori che dovranno avere almeno una dose di vaccino, oppure sottoporsi al test antivirus ogni 48 barra 72 ore (rapido o molecolare, è questa la differenza) o, ancora, essere guariti dal Covid ed avere fatto la prima dose di siero. Sui controlli c’è ancora un punto interrogativo che riguarda i dettagli ma in generale saranno i datori di lavoro a verificare la validità del pass.

 

 

Il certificato vale 12 mesi con doppio siero e guarigione dal Covid più una vaccinazione

Due novità per chi deve ottenere il Green pass con le nuove misure che andranno in vigore dal 15 ottobre. Nel primo decreto per i vaccinati è previsto che la durata del passaporto verde sia di 12 mesi da 15 giorni dopo la seconda dose. Ma nel secondo decreto dedicato al Green Pass, quello approvato dal consiglio dei ministri, si è stabilito che il documento sarà rilasciato subito dopo la somministrazione della prima dose. Poi durerà un anno dalla seconda. Sempre di 12 mesi sarà la durata per chi ha avuto l’infezione e poi ha fatto una dose di vaccino. Resta di 6 mesi invece la validità per i guariti dall’infezione che non hanno ricevuto la somministrazione. Terzo caso è quello dei tamponi. La regola prevede che ottenga la certificazione chi ha fatto un test, molecolare o rapido, nelle 48 ore precedenti. Adesso però verrà esteso quel termine a 72 ore per gli esami molecolari, cioè le analisi più approfondite.

La novità: i test molecolari dureranno 72 ore. Prezzi calmierati e accordi con le farmacie

Per quanto riguarda i tamponi, con un emendamento al decreto green pass bis, è stata inoltre estesa la validità dell’esito dei molecolari a 72 ore mentre quella degli antigenici continuerà ad essere 48 ore. Gli esami anti Covid saranno gratuiti per tutti coloro che sono esentati dal vaccino per problemi certificati dal medico di base o dagli specialisti, mentre per tutte le altre categorie saranno a pagamento ma con prezzi calmierati. I tamponi costano 15 euro per gli adulti e 8 per i minorenni. L’obiettivo, hanno spiegato i governatori durante l’incontro Stato-Regioni è quello di «ridurre le tensioni sociali e accompagnare i cittadini verso una scelta responsabile, quella di tutelare la loro stessa salute e quella della comunità, senza alimentare contrapposizioni frontali e scontri radicali». Il governo vuole rendere anche più capillare la rete delle farmacie attive e capaci di somministrare tamponi, test antigenici rapidi anche nella nostra regione.

Il lavoratore senza pass sarà rimandato a casa ma se non lo dichiara verrà subito sanzionato

Ma cosa succede se un lavoratore non è munito di Green pass? Non sono previste sanzioni per chi si presenta all’ingresso del posto di lavoro senza il certificato verde e lo dichiara. Verrà rimandato a casa e risulterà assente ingiustificato senza stipendio. E nelle aziende con meno di 15 dipendenti potrà essere sostituito temporaneamente. Ma se qualcuno senza Green pass entra e viene scoperto al lavoro, scatta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500. Nel pubblico impiego dopo cinque assenze ingiustificate - esattamente come per il personale scolastico - scatta la sospensione dal lavoro senza stipendio. Essere rimandati a casa per mancanza di Green pass non è comunque motivo di licenziamento del lavoratore: l’impiego è comunque garantito. Invece i datori di lavoro che non verificano il possesso del pass e non definiscono le modalità operative per le verifiche rischiano invece multe dai 400 a 3 mila euro, che saranno raddoppiate in caso di reiterazione.

Dagli enti istituzionali alla Banca d’Italia estesa la certificazione

Il Green pass diventa obbligatorio per tutto il personale della Pubblica amministrazione. Obbligo esteso ai lavoratori delle Regioni, delle Province, dei Comuni, delle Autorità amministrative indipendenti, comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia. 

In tutte le aziende e per le partite Iva si deve avere il pass

La certificazione è obbligatoria per tutti i lavoratori che svolgono attività di lavoro dipendente o autonomo nel settore privato, senza differenza tra piccola, media o grande azienda. L’obbligo è stato esteso anche ai lavoratori autonomi, le partite Iva coloro che offrono servizi occasionali e i collaboratori familiari. 

Baby sitter, idraulici e personal trainer mai più senza Gp

Nella ampissima fascia di lavoratori che dovranno esibire il passaporto anti Covid ci sono ad esempio idraulici, elettricisti, badanti, colf e baby sitter. Ma la certificazione diventa obbligatoria anche per tutti i dipendenti dei locali dove fino ad oggi l’obbligo era previsto per i clienti: e quindi, ristoranti, bar, palestre, piscine, lavoratori dello spettacolo.

In tribunale esentati consulenti, periti e parti del processo

Per l’accesso a tribunali e uffici giudiziari: il Green pass dovranno averlo i magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie. La norma non varrà per i legali, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato, testimoni e parti del processo.

Verifiche a campione dai datori di lavoro per le norme antivirus

Per quanto riguarda i controlli il provvedimento rimanda a un prossimo decreto del presidente del Consiglio che definirà i dettagli sul controllo dei Pass. Potrà avvenire attraverso la app VerificaC-19 come accade nei ristoranti o attraverso piattaforme ad hoc. Potranno anche avvenire a campione ma è sempre il datore di lavoro demandato a svolgere l’attività di controllo.

Pure chi non ha lavoro deve avere il certificato, serve per la vita sociale

La persona momentaneamente senza occupazione deve comunque avere il Green pass come previsto dal primo decreto legge Green Pass entrato in vigore il 1° settembre. Serve per viaggiare in aereo, nave, traghetto o treno o consumare nella sale interne di bar e ristoranti, entrare in palestre e piscine, andare a cinema e teatri.

Quirinale, Parlamento e Corte costituzionale decideranno in un mese

Si va verso l’estensione dell’obbligo del Green pass anche per gli organi costituzionali, includendo dunque il Quirinale e la Corte Costituzionale. L’obbligo, quindi, riguarderà anche le cariche elettive di Camera e Senato. L’obbligo però non può applicarsi automaticamente agli organi costituzionali che saranno chiamati a pronunciarsi entro il 15 ottobre. 

Dallo stadio al cinema fino alle discoteche si valuta un allentamento

Il Consiglio dei ministri ha deciso che entro il 30 settembre il Comitato tecnico-scientifico esprimerà un parere in merito alle condizioni di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative. Il primo ottobre si valuterà anche l’apertura delle discoteche. 

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA