Sanità vicina al collasso, l'Umbria chiede aiuto alle Marche. Sopralluogo a Civitanova per valutare il “prestito” di un modulo

Lunedì 16 Novembre 2020 di Emanuele Pagnanini

MACERATA - Sabato si è svolto un sopralluogo nel Covid Hospital di Civitanova da parte di tecnici della Regione Umbria insieme a medici e amministrativi sanitari. Ad accompagnarli, omologhi marchigiani guidati dalla direttrice dell’Asur Nadia Storti. Mancava Guido Bertolaso, l’ideatore della trasformazione della fiera civitanovese in centro Covid con 84 posti letto di terapia intensiva, ma solo perché è stato trattenuto da un impegno ad Ascoli.

 

 
È stato lui ad organizzare il sopralluogo avvertendo tutte le parti in causa telefonando nella giornata di venerdì. Ora è consulente per la sanità umbra e il centro di Civitanova è stato adottato come modello per essere replicato anche nella regione all’altro capo della superstrada 77 che sbuca proprio di fianco al Covid Hospital. Ma non solo. Ci sarebbe anche l’ipotesi di mettere a disposizione uno o due moduli (ognuno contiene 14 posti letto) per ospitare malati dall’Umbria, il cui sistema sanitario è ormai al collasso. 
La confinante regione, da parte sua, metterebbe a disposizione personale medico che potrebbe essere usato anche per dare respiro a quello locale. Ufficialmente, la visita è stata per replicare il modello ma anche la seconda ipotesi va messa in conto. Al sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, non è stata ancora presentata. Il Comune è proprietario della fiera data in comodato d’uso gratuito all’Asur fino al prossimo 31 gennaio. 
«In ogni caso - ha spiegato il primo cittadino di Civitanova - credo che la collaborazione tra le due regioni sia molto importante. Siamo di fronte ad un emergenza sanitaria mondiale, che attualmente sta colpendo duramente tutta l’Italia. Confini e campanilismi non hanno alcun senso di fronte a tutto ciò. Del resto, quando ho messo a disposizione la fiera della mia città alla regione, non ho certo pensato solo a far curare i miei concittadini».

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