Marche, scuola rebus. Si torna sui banchi il 7 ma tre Comuni hanno deciso di posticipare al 10

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Le lezioni al tempo della ondata della pandemia della primavera scorsa

ANCONA - La riapertura delle scuole è fissata per il 7 gennaio, ma c’è chi, alla luce del peggioramento della quadro epidemico in città, ha deciso di far slittare il ritorno sui banchi al prossimo lunedì. Si tratta dei sindaci di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, di Petriolo, Matteo Santinelli, e di Urbino Maurizio Gambini che ieri hanno firmato ordinanze gemelle per posticipare la ripresa delle lezioni.

In via precauzionale, «quale misura finalizzata a contenere ulteriormente l’emergenza epidemiologica in corso – si legge in una nota del primo cittadino tolentinate –, si è ritenuto di adottare la sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado per i giorni di venerdì 7 e sabato 8 gennaio 2022». 

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Il secondo comune 
Stessa cosa a Petriolo, dove l’amministrazione ricorda che studenti e personale scolastico verranno sottoposti a screening, su base volontaria, il 9 gennaio, «al fine di garantire il rientro in sicurezza per lunedì 10 gennaio». Due voci fuori dal coro, per il momento – non è detto che nelle prossime ore altri sindaci non decidano di percorrere la stessa strada –, ma evidenziano plasticamente il rebus che, ad ogni tornante, rappresenta il ritorno in classe. 


Le fake news e la confusione
E come se non bastasse, a creare ancora più confusione ci pensano le fake news, come lo screenshot che è stato fatto circolare martedì, per smentire il quale è dovuto intervenire anche il governatore Francesco Acquaroli. Nel messaggio rimbalzato su chat e social, veniva riportato un articolo con l’annuncio di un’ordinanza regionale per la didattica a distanza fino al 31 gennaio, ma era del 4 gennaio 2021.

Ma al netto di episodi come questo, di punti interrogativi sulla riapertura delle scuole ce ne sono molti e ieri sono stati discussi sia in Conferenza delle Regioni che in un vertice tra il premier Draghi, i ministri Speranza (Salute) e Bianchi (Istruzione), ed il commissario per l’emergenza Covid Figliuolo. 


L’intenzione degli altri governatori
Molti governatori hanno chiesto di far slittare il rientro in classe al 10 gennaio, oltre ad un nuovo protocollo per la gestione delle quarantene. In estrema sintesi, il documento delle regioni chiede che sia il Cts a dare l’ok alla riapertura delle scuole e, sul fronte della dad, avanza la proposta che i bambini delle scuole dell’infanzia vadano in quarantena per 7 giorni al primo contagio in classe, quelli di età compresa tra 5 e 11 anni al secondo contagio per 7 giorni, mentre potrebbero restare tutti in classe, possibilmente con la mascherina ffp2, gli studenti della terza media e delle superiori fino al terzo caso di positività nella classe.

Dal quarto, andrebbero in quarantena per 7 giorni anche loro. Infine, per tornare in classe sarebbe previsto un tampone antigenico o molecolare tra il quinto e il settimo giorno. L’ipotesi sulla quale sta lavorando il governo - che dovrà essere approvata il 5 gennaio in Consiglio dei ministri – prevede invece di prendere atto della diversità di situazione tra le varie scuole.

La decisione di non affidare esclusivamente alle Asl i tamponi del primo giorno, se approvata, alleggerirebbe di molto il lavoro dell’Asur, già oberata da un tracciamento diventato praticamente impossibile con i ritmi di diffusione della Omicron che, nel frattempo, è diventata prevalente anche nelle Marche. Il rapporto con la Delta è per ora di 60% a 40%, ma osservando la progressione, è molto probabile che entro metà mese la soppianti del tutto. Da quanto si è potuto osservare finora, l’impatto clinico di Omicron non corre di pari passo al contagio, anche perché va ad infettare una popolazione in larga parte vaccinata.

Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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