Coronavirus, nelle Marche 4 morti. L'80% dei casi nel Pesarese. Scuole chiuse fino al 15 marzo: lezioni sul web

Giovedì 5 Marzo 2020 di Lorenzo Sconocchini
Coronavirus, nelle Marche 97 infetti e 4 morti. L'80% dei casi nel Pesarese. Scuole chiuse fino al 15 marzo: lezioni sul web

ANCONA Nel giorno in cui il Governo chiude le scuole di tutt’Italia fino al 15 marzo, scavalcando di una settimana anche l’ordinanza di un governatore come Ceriscioli bollato all’inizio dell’emergenza come precipitoso e allarmista, la contabilità del Coronavirus nelle Marche registra purtroppo il decesso di altri due anziani, al Geriatrico Inrca di Ancona e all’ospedale Marche Nord di Pesaro. E anche il primo caso di contagio di un bambino, con il tampone positivo accertato per una piccola alunna di una scuola dell’infanzia nell’hinterland Pesarese. Il numero dei contagi, nell’ultimo bilancio diffuso a metà pomeriggio dalla Regione Marche,  che ieri sera si fermava a quota 97, (ma che stamattina sono 124) vicino alla soglia psicologica delle tre cifre.

La notizia incoraggiante però è che l’epidemia vera e propria sembra ancora confinata nel nord della regione, con l’80% dei tamponi positivi concentrati nell’Area Vasta 1 (Pesaro Urbino) e gli altri Ancona (13 casi), Macerata (2) e Fermo (3), con la provincia di Ascoli Piceno ancora immune (mai dati si riferiscono a ieri sera, ndr). Gli altri dati statistici sull’emergenza sanitaria sono invece aggiornati alla tarda mattinata, quando in isolamento domiciliare risultavano 501 persone, solo 38 con sintomi. I ricoverati in terapia intensiva sono saliti a 14: 8 a Marche Nord, 2 a Torrette, uno a testa negli ospedali di Fermo, San Benedetto, Civitanova e Urbino.

 

Le proiezioni sul picco
Proprio l’evoluzione del contagio nelle cosiddette province verdi, tutte tranne Pesaro Urbino, è ritenuta cruciale per fare proiezioni. Perché mentre a nord, pur in assenza di un focolaio definito, il contagio è abbastanza diffuso, sotto il Cesano, il fiume al confine con la provincia di Ancona, si contano ancora casi sporadici e i prossimi giorni, almeno fino a domenica, saranno decisivi per capire quando dovremo attenderci il picco dell’epidemia nelle Marche. Ieri Ceriscioli ha aggiornato la situazione prima comunicando il decesso nella notte del terzo paziente marchigiano affetto da Coronavirus, un anconetano di 85 anni ricoverato all’Inrca, e poi nel pomeriggio anche la quarta vittima, un 75enne ricoverato a Marche Nord. Entrambi soffrivano di patologie pregresse. Al mattino il bollettino del Gores indicava 84 casi positivi, 72 in provincia di Pesaro Urbino, 9 in provincia di Ancona, 2 in provincia di Macerata e uno in provincia di Fermo. Nel pomeriggio se ne sono aggiunti altri 13: 7 nel Pesarese, 4 in provincia di Ancona, 2 nel Fermano. Il sistema sanitario marchigiano sta cercando di calibrare al meglio la risposta alla pressione che l’epidemia sta generando sulle Terapie intensive. Dopo il superamento del modello delle camere isolate, che ha aumentato i posti nelle Rianimazioni di Pesaro e Torrette con intere unità operative riservate ai contagiati in isolamento, si studia come fronteggiare eventuali livelli successivi dell’epidemia (che tutti scongiurano) preparando una soluzione del genere anche all’ospedale di Fermo. In uno scenario peggiore si potrebbe arrivare a riservare alla cura dei contagiati un’intera ala dell’ospedale di Torrette, isolata per evitare la diffusione dell’infezione in altri reparti, ma si studia anche, come extrema ratio, la soluzione di un intero ospedale (non però quello di Ancona) per i malati di Coronavirus. Nelle Marche intanto la seconda settimana dell’emergenza è vissuta in un clima sospeso, tra processi penali che saltano (ieri quello sul ponte crollato in A14, oggi è in forse l’udienza per la strage in discoteca a Corinaldo) e Curie vescovili divise tra quelle in cui le messe sono consentite e altre più prudenti.

Niente zone rosse
A far confusione contribuisce l’inserimento delle province di Savona e Pesaro-Urbino nella lista del Parlamento Europeo delle aree considerate a rischio per il Coronavirus. Qualcuno parla di zone rosse, blindate come i cluster del primo focolaio in Lombardia, ma non è così. E visto che si moltiplicano le fake news, soprattutto sui social network, ieri la Regione Marche ha aperto un canale Telegram ufficiale per fornire informazioni certificate in tempo reale. Ne sono particolarmente avidi gli studenti, storditi dal balletto di ordinanze su scuole chiuse e riaperte. Ieri ci ha pensato il Governo a mettere ordine, con la sospensione fino al 15 marzo delle attività didattiche in tutta Italia, dalle materne all’università, per cercare di contenere il contagio. Dal Miur è arrivata l’indicazione che nessuno deve perdere l’anno. Per questo i dirigenti scolastici dovranno attivare modalità di didattica a distanza, utilizzando registro elettronico, aule virtuali, e-learnig, e openday sul web. Oltre a chiudere le scuole, il Governo ha sospeso manifestazioni ed eventi che comportano un affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza tra le persone di almeno un metro. 
 

Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 07:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA