Trump ispira Saltamartini: «Tre mosse contro il virus». Riattivato il numero verde, potenziate Usca e terapia domiciliare

Martedì 10 Novembre 2020 di Martina Marinangeli
L'assessore Filippo Saltamartini

ANCONA «Fondamentale in tutte le guerre è lo stratagemma», scriveva Sun Tzu. E di stratagemmi, la Regione sta cercando di metterne in campo quanti più possibile nella dura battaglia contro il Covid. Dalla prevenzione, con l’aumento dei tamponi e dei vaccini antinfluenzali, alla comunicazione, con la riattivazione del numero verde 800 93 66 77, dismesso lo scorso 15 giugno (oltre alla partenza del Numero Unico per le Emergenze 112, con 44 nuovi operatori). 

 
Le strategie
Dal potenziamento delle Usca alla disperata ricerca del personale sanitario, soprattutto da dirottare al Covid Hospital di Civitanova, dove si vorrebbe aprire anche un terzo modulo, criticità numero uno nell’agenda del settore. Fino all’adozione di protocolli di cura che passano per l’uso dell’ozono per la purificazione del sangue, un aumento della banca dati per l’uso del plasma di persone guarite dalla patologia e l’utilizzo dell’idrossiclorichina (terapia utilizzata per Trump). A illustrare la strategia adottata da palazzo Raffaello è il titolare della delicatissima delega alla Sanità Filippo Saltamartini, che in una lunga relazione, ieri durante la seduta del Consiglio regionale dedicata all’emergenza Covid, ha fatto il punto sulle misure messe in campo per scongiurare il collasso del sistema sanitario e su quelle ancora da adottare. «Stiamo seguendo due sfere di intervento - l’incipit dell’assessore -: prevenzione e misure per l’efficienza della risposta clinica». Due capisaldi declinati in diversi provvedimenti. In primis, la richiesta di ulteriori 500mila dosi di vaccino anti influenzale (363.857 quelle attualmente somministrate) e di portare a 5mila il numero di tamponi giornalieri effettuati. 


Le richieste
«Originariamente ne erano stati acquistati 14mila, a cui si sono aggiunti i 12mila presi dall’Asur – fa il punto Saltamartini –: la riserva che attualmente abbiamo basta per una decina di giorni. Il commissario all’emergenza Arcuri ha garantito che ce ne farà arrivare 17mila, ma la nostra richiesta è di avere 5mila tamponi al giorno, di cui 2500 antigenici rapidi. La Regione ha in passato rinunciato a diventare soggetto attuatore, cosa che permetterebbe di acquistare ciò che ci serve direttamente sul mercato: ho dato direttiva al Servizio sanitario regionale affinché modifichi questa cosa». Un numero maggiore di tamponi implica la necessità di più persone a processarli: di qui, il secondo step del piano anti-Covid made in Marche, ovvero l’apertura di un tavolo con diverse professioni sanitarie affinché si rendano disponibili a farlo. Da medici di famiglia e pediatri, a dentisti e veterinari, passando per il personale sanitario militare per i drive through (5 equipaggi con 2 infermieri ciascuno). E a proposito dei medici di famiglia, Saltamarini ha reso noto che «al 5 novembre, c’erano 76 zone carenti nelle Marche, scoperte su questo servizio: abbiamo così assegnato 44 medici e, se servirà, ricorreremo a specializzandi in medicina generale al 2°, 3° e 4° anno».


La situazione
Potenziate poi le Usca (ora sono 30 quelle operative sul territorio), che vengono dotate anche di strumenti per l’ecografia polmonare a domicilio. C’è poi il capitolo delle cure, con richiesta al servizio Sanità di validare tre protocolli: l’uso dell’ozono per la purificazione del sangue, l’impiego dell’idrossiclorichina e l’aumento della banca dati per l’uso del plasma di persone guarite dalla patologia. Pratica che si sta già eseguendo all’ospedale di Pesaro. Intanto, sono state individuate 10 strutture idonee per ospitare i Covid Hotel, di cui due pronte ad entrare in funzione questa settimana (uno a Montecassiano, uno a Senigallia). Osservate speciali restano Rsa e case di riposo, dove attualmente sono 300 i casi positivi.

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