Scuola in presenza dal 7 gennaio, il diktat ai prefetti: «Bus e orari, coordinare la ripartenza»

Lunedì 7 Dicembre 2020 di Andrea Taffi
Scuola in presenza dal 7 gennaio, il diktat ai prefetti: «Bus e orari, coordinare la ripartenza»

ANCONA La circolare del capo di gabinetto del ministero dell’Interno è stata firmata ieri ed è l’ulteriore passo di avvicinamento al 21 dicembre, data spartiacque e nuova bolla natalizia creata dal governo con due decreti a distanza di 24 ore tra il 2 e il 3 dicembre. Il documento viene inviato ai prefetti per sottolineare i passaggi più importanti dell’ultimo decreto firmato dalla presidenza del consiglio. 

 

 
I temi più delicati
Anziani soli, persone non autosufficienti, coppie che vivono lontane, figli che tornano dall’estero: a due giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm ci sono ancora diversi dubbi che riguardano ancora che cosa si potrà fare tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, quando sarà in vigore il divieto di spostamento tra Regioni, anche se sono in fascia gialla. Ma anche nei giorni in cui è vietato uscire dal proprio Comune: il 25 e il 26 dicembre, il 1 e il 6 gennaio. Il passaggio più delicato è sicuramente quello delle “situazioni di necessità”, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione e nelle quali può rientrare, dice la circolare, «l’esigenza di raggiungere parenti, o amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza». 

 


Il chiarimento
Nelle risposte del ministero alle Faq (le frequently asked questions, cioè le domande più comuni che poste dai cittadini) è scritto che la non autosufficienza del parente «è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile. Sono concesse le visite di una sola persona, senza bambini.


Il tema della scuola
Se c’è un tema nella circolare per i prefetti, questo è sicuramente il ritorno a scuola dopo le vacanze. «L’attività didattica in presenza sia garantita - dice la circolare - per il 75% della popolazione studentesca delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. In tale specifico ambito, la stessa disposizione prevede che i Prefetti svolgano un’importante funzione di coordinamento, volta ad assicurare che l’effettiva ripresa delle attività didattiche in presenza venga a coniugarsi con le capacità del sistema di mobilità pubblica». 


Il tavolo di coordinamento
È un diktat vero e proprio che affida ai prefetti la vigilanza su un punto diventato poi tra i motivi scatenanti dell’ondata d’autunno. L’affollamento dei bus e il ritorno a scuola. A tal fine la disposizione definisce anche chi va convocato al tavolo: «oltre alle amministrazioni statali del comparto scolastico e dei trasporti, vede coinvolte tutte le amministrazioni territoriali e le aziende di trasporto locale. A tale sede istituzionale è affidata la definizione del più idoneo raccordo fra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche». Notare la finezza tra le righe in burocratese. A un certo punto il capo di gabinetto scrive: «Si rileva che e l’obiettivo di ripristinare nella misura del 75% della popolazione studentesca interessata la didattica in presenza ha un orizzonte temporale fissato, come detto, alla data del 7 gennaio 2021; sicché la convocazione del tavolo e le conseguenti attività coordinamentali andranno sollecitamente avviate». Tradotto, in sintesi: siccome manca un mese, spicciatevi.


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