Dpcm Natale, due colori per le festività. Chiese e luoghi di culto aperti fino alle 22. Sì agli spostamenti dai piccoli Comuni, ecco quando

Sabato 19 Dicembre 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Dpcm Natale, due colori per le festività. Chiese e luoghi di culto aperti fino alle 22. Sì agli spostamenti dai piccoli Comuni, ecco quando

ANCONA - Dieci giorni in zona rossa, 4 in arancione e coprifuoco sempre dalle 5 alle 22. Il premier Conte ieri ha confermato le indiscrezioni che raccontavano un lockdown a singhiozzo dal 21 al 6 gennaio, con un salto di colori che sarà il vero rompicapo di queste festività: basti pensare, per esempio, che tra il primo gennaio e l’Epifania, solo lunedì 4 dicembre è stato colorato di arancione. Il prima e il dopo sarà solo e soltanto in rosso.

 

 

Ha spiegato il presidente del Consiglio: «Il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e l’1, 2, 3, 5, 6 gennaio si uscirà di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. Ma abbiamo inserito una deroga per le festività: è possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo». 


Le indicazioni


Le motivazioni della stretta sono chiare: il virus continua a circolare dappertutto in Europa. »Si lascia piegare ma non sconfiggere, perciò anche tra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che anche la nostra curva dei contagi possa subire un’impennata nel periodo natalizio. Il Cts ha espresso forte preoccupazione per gli assembramenti e la comprensibile voglia di convivialità e socialità». Da qui la decisione di dividere in fasce il dicembre che verrà e la prima parte di gennaio, in attesa dell’arrivo del vaccino che dovrebbe mettere fine alla pandemia iniziata lo scorso febbraio. L’intero territorio nazionale - e dunque anche le Marche - sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. «Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti - ha detto Conte - gli spostamenti sono consentiti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21». 


I fondi per le attività


Per le attività che si vedono costrette a chiudere nuovamente senza possibilità di deroga, il Governo ha già attivato i ristori immediati. In particolare per ristoranti e bar a disposizione 645 milioni di euro con copertura al 100% delle perdite subite. Altro nodo da sciogliere: le funzioni religiose. «Le chiese e tutti i luoghi di culto saranno aperti fino alle 22», ha detto il premier chiarendo così il termine ultimo per la celebrazione della messa della Vigilia di Natale. «È una decisione non facile, sofferta: dobbiamo rafforzare il regime di misure necessarie per cautelarci meglio anche in vista della ripresa delle attività di gennaio». Ma il prossimo mese sarà anche quello in cui dovrebbero riaprire in presenza gli istituti superiori, dopo settimane di didattica a distanza: nell’ultimo periodo si sono accavallati i dubbi sull’opportunità di un ritorno in classe e ieri Conte ha chiuso il dibattito: «La pandemia ci sta insegnando, tra le lezioni, che dobbiamo mantenerci sempre pronti a intervenire. Abbiamo programmato al momento un recupero della didattica in presenza al 7 gennaio. Nel corso del Cdm i ministri Azzolina, Boccia, e De Micheli mi hanno informato che i tavoli presso i prefetti stanno funzionando e la macchina è già partita. Questo ci dà maggiore fiducia per la ripresa in presenza a gennaio».

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Ultimo aggiornamento: 09:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA