Morta dopo la caduta nella casa di riposo, indagate un’infermiera e due operatrici

Morta dopo la caduta nella casa di riposo, indagate un infermiera e due operatrici
Morta dopo la caduta nella casa di riposo, indagate un’infermiera e due operatrici
di Benedetta Lombo
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Martedì 27 Giugno 2023, 07:03 - Ultimo aggiornamento: 14:00

PENNA SAN GIOVANNI Anziana morta nella casa di riposo, il Gip dispone l’imputazione coatta per le tre iniziali indagate; disposta l’archiviazione per sindaco e due responsabili delle cooperative che lavoravano nella struttura. È l’esito dell’udienza camerale celebrata ieri dinanzi al giudice Domenico Potetti. Si tratta della seconda udienza all’esito della seconda richiesta di archiviazione avanzata dal Pm Rosanna Buccini. 



La vicenda alla base del procedimento riguarda la morte di una donna di 85 anni di Montegiorgio, Bruna Ercoli, avvenuta il 27 maggio del 2021 a cinque mesi di distanza (era il 7 dicembre 2020) da una caduta dalle scale all’interno della casa di riposo Burocchi di Penna San Giovanni dove era ospite. Il giorno dell’incidente l’anziana era sulla carrozzina e dalla sua camera al primo piano aveva raggiunto il pianerottolo per poi cadere nella rampa delle scale.

A seguito del decesso dell’85enne la Procura aveva avviato delle indagini ad hoc per ricostruire la dinamica della caduta dalle scale e individuare eventuali responsabilità. Inizialmente furono indagate per omicidio colposo una infermiera, una operatrice socio-sanitaria e una operatrice socio-assistenziale. All’esito degli accertamenti del caso però il pubblico ministero Buccini ritenne che non ci fossero elementi sufficienti per sostenere l’accusa a loro carico in giudizio e ne chiese l’archiviazione. I familiari dell’anziana presentarono opposizione e nella prima udienza camerale il Gip dispose un’integrazione d’indagine.

La Procura delegò nuovi accertamenti iscrivendo nel registro degli indagati anche il sindaco pro tempore Stefano Burocchi e le legali rappresentanti delle cooperative che prestavano servizio nella struttura. Dopo gli approfondimenti del Nas, degli ispettori dell’Asur e dei vigili del fuoco, per il Pm anche nei loro confronti non sarebbero emerse responsabilità penali per cui chiese l’archiviazione per tutti. I familiari fecero di nuovo opposizione e ieri si è celebrata la seconda udienza camerale all’esito del quale il Gip Potetti ha disposto l’imputazione coatta per le prime tre indagate e l’archiviazione per il sindaco e per le responsabili delle cooperative. Gli indagati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Valeria Attili, Andrea Tassi e Renato Coltorti.