L'ira dei familiari: «​Spariti fiori, bigliettini e anche il peluche di Pamela. Ora basta, abbiate pietà e rispetto del nostro dolore»

Domenica 17 Ottobre 2021 di Giulia Sancricca
L'ira dei familiari: « Spariti fiori, bigliettini e anche il peluche di Pamela. Ora basta, abbiate pietà e rispetto del nostro dolore»

MACERATA  - Una ferita che ogni volta si riapre. È il dolore per la tragica morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa, fatta a pezzi e rinchiusa in una valigia il 30 gennaio del 2018. L’omicidio era avvenuto in un appartamento di via Spalato, a Macerata.

 

Ed è proprio in quella via che ogni volta il dolore si fa più vivo. Lì, dove la famiglia ed il Comune hanno installato diciotto petali di fiori stilizzati, come gli anni che aveva la ragazza quando è stata uccisa. Lì, dove ci sono messaggi, oggetti e peluche che le appartenevano e che la ricordano. Il dolore si fa più vivo perché spesso quegli oggetti spariscono, lasciando un vuoto ancora più profondo nel cuore di chi le voleva bene.

A denunciare quanto accaduto negli ultimi tempi è la famiglia di Pamela, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook “La voce di Pamela Mastropietro”. «Ci era già stato segnalato altre due volte nelle settimane scorse - esordiscono i familiari della giovane -, ma abbiamo taciuto, pensando ad episodi accidentali. Ma ora non possiamo più rimanere in silenzio dopo l’ultimo accadimento di due notti fa, di cui ci siamo voluti accertare prima di denunciarlo. Dall’albero di Pamela, antistante il palazzo dove si sono consumati i macabri reati a suo danno, è stato asportato ormai quasi tutto. Prima alcuni fiori, con dei bigliettini a lei dedicati anche da parte di altri bambini. Poi una sua foto, un lumino e dei vasi. Ora anche dei pupazzetti che erano stati lasciati sul giardino e legati con dei nastri. Uno di questi era proprio il suo».

Così la famiglia lancia l’appello, chiedendo il motivo per cui continuano ad essere portati via gli oggetti da quello che avrebbe dovuto essere un luogo di speranza, come venne evidenziato nel giorno dell’inaugurazione, il 30 gennaio del 2020. «Ora basta! Abbiate pietà - scrivono i familiari - . Grazie a chi veglia su quel piccolo spazio dedicato al nostro angelo. Torneremo presto a portarti dei fiori e altri tuoi pupazzetti - prosegue il post rivolgendosi proprio alla 18enne scomparsa -, affinché ove tu volessi, con lo sguardo, tornare a guardare il luogo dei tuoi ultimi istanti di vita, possa scorgere, tra il ricordo di tanta inaudita crudeltà, un pizzico di dolce umanità». 


Un post che ha creato indignazione e tanti sono stati i messaggi di sostegno alla famiglia della giovane. La storia di Pamela ha segnato l’intero Paese, tanto che il suo ricordo trova spazio in tanti luoghi legati alla giovane, dalle Marche fino a Roma, la sua città Natale. C’è infatti chi scrive «Pamela, poco fa sono passata a piedi in piazza Re di Roma, ho visto lo striscione col tuo bel volto e la panchina rossa dedicata a te e ho riflettuto». Poi c’è chi si affianca alla famiglia: «Un grande abbraccio ai genitori di Pamela e totale solidarietà per questo atto bestiale che hanno dovuto subire, oltre l’immenso dolore che li accompagnerà per sempre». Infine la promessa a non dimenticarla: «Anche se cercheranno di cancellare tutto, piccola stella rimarrai nel cuore di tutti noi».

 

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