Fabrizio Corona e Nina Moric, è guerra social (sulla pelle di Carlos). Il botta e risposta choc

Corona sul figlio: «Ha bisogno di PRESENZA»

Sabato 2 Aprile 2022
Fabrizio Corona e Nina Moric, è guerra social (sulla pelle di Carlos). Il botta e risposta choc

Continua la battaglia social tra Fabrizio Corona e Nina Moric. Da giorni ormai, i due si lanciano messaggi a suon di stories Instagram e di mezzo c'è il figlio Carlos. La modella croata accusa l'ex marito, con cui il figlio 20enne vive, di non ammettere, e quindi far curare, che il ragazzo è affetto da psicosi. Da giorni, ormai, Moric fa appello pubblicamente per salvare il figlio.

 

 Nelle ultime stories, Nina, sottolinea quanto sia grave essere soggetti a malattie psichiche ed è perciò necessario ammetterlo e parlarne per risolverle. «Dal momento - scrive la modella - che un ragazzo di 20 anni ha già parlato del disturbo sui giornali. Attraverso l'intervista fatta col padre, trovo assurdo questo meccanismo di negazione. La psicosi potrebbe non essere permanente, ma se non si viene curati si può sviluppare la schizofrenia o un altro disturbo psicotico». Tempestiva la risposta di Corona: «Cara NINA, è vero il cervello è un organo complesso, così come la PSICHE UMANA, un rogramma che come un computer ci viene installato. Ognuno di noi ha il suo PROGRAMMA» sentenzia in una lunga riflessione su Instagram

 

 

 

«L'ideale sarebbe guarire noi stessi prima di mettere la mondo dei figli - continua Fabrizio - Perchè un figlio deve essere sempre la copia aggiornata di noi stessi. Questa si chiama evoluzione della specie». Corona, probabilmente, si riferisce ai tanti problemi riscontrati con Nina Moric in passato e poi al carcere e alle battaglie legali che ha affrontato, per cui, il figlio non avrebbe avuto un'infanzia felice, tanto che, generalizzando dice: «Ogni bambino - sottolinea ancora - meriterebbe un'infanzia felice. Ha bisogno di PRESENZA. I MODELLI DI RIFERIMENTO INFANTILI, le esperienze vissute nell'infanzia e i traumi producono programmi mentali svariati ma ognuno di noi è liberi d oarkare della proprio "interferenza" con chi e quando vuole» conclude. 

 

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