Vivere al fianco dei robot: industria e pure compagnia

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Sauro Longhi
Vivere al fianco dei robot: industria e pure compagnia

Robot per vivere meglio. Da tempo abbiamo iniziato ad utilizzare robot nei processi produttivi prevalentemente in operazioni sgradite, ripetitive, faticose migliorando le condizioni lavorative delle persone coinvolte. Nei processi manifatturieri i robot e più in generale i sistemi di automazione hanno permesso di incrementare le opportunità lavorative. La transizione digitale in atto sta facilitando tutto questo. Come insegno ai miei studenti, senza questi strumenti non si avrebbe la capacità, la possibilità di mantenere molti processi produttivi in Italia. La globalizzazione da tempo in atto ha ridotto i vantaggi legati alla prossimità, facilitando la delocalizzazione in Paesi dove la manodopera ha un costo inferiore. Automatizzare molte delle funzioni produttive riduce la manodopera necessaria ma incrementa la qualità e le potenzialità di occupazione magari per funzioni diverse, favorendo la nascita di nuovi mestieri e professioni. Sappiamo da tempo che gli studenti che oggi frequentano le scuole primarie andranno a svolgere mestieri che ancora non esistono. I robot stanno evolvendo e anche molto velocemente iniziando a cooperare con le persone. Nel recente passato i robot venivano ingabbiati per proteggere le persone, ora collaborano, sono capaci di interagire, di adattarsi alle condizioni, di svolgere assieme operazioni di manipolazione. Un robot diventa un artigiano cioè diventa capace di aiutare un artigiano a svolgere con minore fatica e con più precisione operazioni tra le più disparate come spostare, costruire, assemblare manufatti. Si costruiscono robot dotati di sensori, di sistemi di visione, di sistemi che interagiscono con l’ambiente per interpretare e comprendere il contesto e pianificare in autonomia le forze da attuare e le traiettorie da realizzare. I sistemi di controllo automatico e di intelligenza artificiale di cui vengono dotati garantiscono loro una piena autonomia e sicurezza. Si rende possibile il loro impiego in contesti fino a ieri impensabili come nel calzaturiero e nell’agricoltura. A Jesi il sistema delle Università delle Marche sta sviluppando una piattaforma tecnologica per sperimentare queste nuove soluzioni per adattarle ai contesti produttivi delle imprese interessate. Jesi, un territorio di alta specializzazione e ampie competenze che rende ancora più incomprensibile l’improvvisa chiusura dello stabilimento della Caterpillar. Robot creati non solo per incrementare la competitività dei nostri sistemi produttivi. La scorsa settimana a Las Vegas al Consumer Electronics Show, la più grande fiera tecnologica del pianeta, tra le tante novità presentate con le prime soluzioni di Metaverse su cui ritornerò, ha molto interessato un robot umanoide con tratti del viso sorprendentemente realistici e con una capacità di interagire emotivamente con le persone. Un companion robot, un robot di compagnia che può svolgere benissimo servizi di assistenza e cura per persone con fragilità. I robot vengono inseriti nei sistemi di assistenza sanitaria: robot di ausilio al chirurgo o all’infermiere, cooperanti e assistivi. In questo periodo di pandemia sono state sviluppate molteplici applicazioni di robot nei reparti Covid: non hanno bisogno di indossare la mascherina né di vaccinarsi e non contagiano. Nel recente libro “I robot e noi”, la professoressa Maria Chiara Carrozza, attuale Presidente del CNR, descrive le ampie prospettive di inserimento dei robot nei più svariati ambiti della società. Nella telemedicina potrebbero assolvere funzioni da assistente remoto per aiutare il medico a svolgere azioni di diagnosi e cura sul paziente a distanza. E i robot in casa? Pensate quanto sarebbe utile un robot cooperante in grado di pulire il bagno, riordinare la casa e assolvere a tutte quelle funzioni ripetitive, noiose e pesanti che dobbiamo svolgere nella quotidianità domestica. State pur certi che arriveranno. Perché non investire nello sviluppo di queste tecnologie per rilanciare l’economia delle Marche? Disponiamo delle competenze nelle nostre Università, dobbiamo solo facilitarne il trasferimento nelle imprese, così come si sta facendo nella piattaforma tecnologica di Jesi, basterebbe allargarne i confini applicativi.

*Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA